Roberto Defez, Il caso OGM (Carocci)

Il-dibattito-sugli-ogm1-183x300Da quindici anni non c’è conferenza stampa inaugurale del nuovo mandato di un ministro dell’Agricoltura che non finisca con una domanda sugli OGM*: gli organismi geneticamente modificati. Qualunque sia la risposta, questa oscura tutte le altre tematiche trattate e finisce per fare il titolo dell’articolo o almeno il “pepe” che dà sapore e appeal all’intera intervista.

Così Roberto Defez, direttore del Laboratorio di biotecnologie microbiche dell’Istituto di bioscienze e biorisorse del CNR di Napoli, introduce il suo ultimo libro Il caso OGM. Il dibattito sugli organismi geneticamente modificati, edito da Carocci editore.

Gli OGM – scrive l’autore – scatenano sentimenti forti e generano discussioni accanite e partigiane, provocando passioni accese dai toni spesso eccessivi. Così come ogni italiano è un piccolo commissario tecnico della nazionale di calcio, altrettanto dicasi per una tematica così complessa ma quotidiana quale quella che coinvolge la produzione del cibo. Gli aspetti economici, culturali, psicologici, agronomici, scientifici e legali s’intersecano con sensazioni, passioni, atmosfere e nostalgie che il cibo riesce a suscitare, anche nel suo legame con l’assunzione di droghe che agiscono da anestetico o da inebriante. Le droghe non sono solo quelle che vengono dall’esterno, ma anche quelle che noi stessi produciamo, come le endorfine, che vengono liberate durante l’alimentazione sia per dare senso di sazietà e appagamento, sia per tollerare le sensazioni di dolore che si scatenano, ad esempio, quando mangiamo peperoncini dal gusto incendiario.

Questo complesso di emozioni si traduce in sentimenti di odio-amore di fronte all’introduzione del tema OGM. Infatti questa tecnologia apparentemente rimette in discussione tutte le nostre convinzioni e i nostri saperi in questione, costringendoci a ragionare in maniera logica e a guardare in faccia la realtà di un mondo che è già profondamente cambiato, con innovazioni che talvolta non siamo ancora pronti ad accettare.

Nel bellissimo film “Underground” (1995), Emir Kusturica racconta di un gruppo di partigiani jugoslavi che vivono sottoterra e a cui per decenni è stato tenuto segreto il fatto che la Seconda guerra mondiale è terminata e il mondo è oramai molto diverso da quello che si vuole far loro credere.

“L’intento di questo testo – spiega Roberto Defez – è quello di raccontare cosa sia successo in Italia nel campo degli OGM negli ultimi vent’anni (il 1994 è l’anno in cui il primo OGM è arrivato sui banchi dei supermercati), mentre la disinformazione ha continuato a parlare alla pancia delle persone senza fornire le conoscenze, i fatti, i numeri e le statistiche su cui per anni si è giocata la partita della produzione di cibo nel mondo e della introduzione di una delle tecnologie di maggior successo nella storia dell’agricoltura. Vedere la luce del Sole è doloroso se ci si è abituati al buio dell’“Underground”, ma le scelte economiche e strategiche premono e impongono che ci si svegli da questo lungo sonno delle co(no)scienze.