Sul concetto di microenvironment nei gliomi cerebrali

Negli ultimi vent’anni l’etiologia dei tumori si è arricchita di una nuova ipotesi: quella delle cellule staminali che sarebbero responsabili della crescita e dello sviluppo delle neoplasie. Per i tumori cerebrali, in particolare i gliomi, questa ipotesi si riallaccia a e completa quella emessa fin dall’esordio della loro tassonomia da Virchov nel secolo XIX e cioè che i gliomi derivino dalle cellule immature di glia. In tutte le classificazioni istogenetiche dei gliomi che si sono succedute (Zülch, 1956; Russell e Rubinstein, 1979; Schiffer, 1997, WHO, 1997-2007) hanno conservato di base questa concezione e hanno mantenuto praticamente la base della classificazione sui binomi maturità/benignità e immaturità/malignità.

Un lungo dibattito si è svolto a proposito dei gliomi sull’origine delle loro cellule staminali, per lo più considerate come derivanti dalla trasformazione delle cellule staminali neurali normali (NSC), prima denominate elementi neuroepiteliali primitivi del tubo neurale e delle matrici germinative. Il sistema nervoso centrale (SNC) si costruisce a partire dalla placca neurale, ispessimento del neuroectoderma, che si forma nell’embrione, si chiude a partire dal 22° giorno di sviluppo embrionale e  forma il tubo neurale. I suoi elementi sono quelli neuroepiteliali primitivi che con lo sviluppo danno origine ad una citogenesi con maturazione progressiva degli elementi, differenziazione e loro migrazione a formare il SNC dell’adulto (Figure 1, 2). La neuro-glio-citogenesi darà origine alla formazione degli elementi cellulari differenziati, neuroni e cellule di glia, che costituiscono il SNC. Essa avrà termine con la fine dello sviluppo, ma rimarrà ancora attiva nell’adulto in qualche zona del SNC dove sarà possibile trovare ancora elementi staminali che serviranno a mantenere il normale turnover del cervello e a intervenire nelle riparazioni.

Queste zone, denominate “nicchie” sono essenzialmente la zona sottoventricolare (sub-ventricular zone = SVZ) e il giro dentato dell’ippocampo (dentate gyrus of the hippocampus = DGH) dove possono nascere nuovi neuroni e cellule di glia nell’adulto (Figure 3, 4). Le NSC si dividono per divisione simmetrica, quando quando si replicano e asimmetrica quando danno origine ad una cellula progenitrice cioè impegnata nella differenziazione.

Va detto subito che i gliomi, il glioblastoma in particolare, non sono suscettibili di guarigione. Recidivano sempre e hanno una prognosi pessima: quella del glioblastoma non supera i 14-16 mesi dall’intervento e dopo radio- e chemioterapia.  Oggi si pensa che i gliomi prenderebbero origine da e conterrebbero uno sparuto gruppo di cellule staminali, denominate GIC (glioma initiating cellls) e/o GSC (glioma stem cells) originanti per trasformazione neoplastica dalle NSC, prima o dopo la loro migrazione per la costituzione del SNC. Le GSC sarebbero responsabili della crescita e della recidiva tumorali, della resistenza alla radio- e chemioterapia, della clonogenicità e sarebbero tumorigenetiche se trapiantate in topi o ratti (… segue …)

Davide Schiffer, Professore Emerito di Neurologia, Università degli Studi di Torino, Laura Annovazzi, Ricercatrice, Marta Mellai, Centro Ricerche, Fondazione Policlinico di Monza, Vercelli)

Leggi l’articolo completo: Davide Schiffer, Laura Annovazzi, Marta Mellai, Sul concetto di microenvironment nei gliomi cerebrali, in Scienze e Ricerche n. 22, 1° febbraio 2016, pp. 77-80