Distruzioni

Roberto Fieschi, Professore Emerito di Fisica, Università degli Studi di Parma.

Nel febbraio è stata mostrata dagli jihadisti la distruzione, a colpi di ascia e piccone, dei manufatti assiri di seimila anni fa, conservati nel museo di Mosul. L’hanno definita “la più grande demolizione di idoli nell’epoca moderna”; gli idoli dovevano essere distrutti “in quanto rappresentazioni diverse da Dio”; è stato mostrato anche un immenso rogo di oltre ottomila libri antichi e rari.

Nel marzo l’IS ha distrutto i resti archeologici della città di Hatra, nel nord dell’Iraq, città fondata dalla dinastia seleucide nel Terzo secolo a.C. Anche parte delle antiche mura di Ninive, antica capitale dell’Impero Assiro, nel nord dell’Iraq, sono state distrutte, e così pure statue assire dell’ottavo secolo a.C.

Per correttezza ricordo che le dichiarazioni del governo iracheno che gli antichi siti archeologici di Nimrud (una delle quattro capitali dell’Impero Assiro che sorgeva lungo la sponda orientale del fiume Tigri a sud di Mosul, fondata dal re Shalmaneser, 1274-1245 a.C.; divenne capitale sotto Assurbanipal II). e Hatra siano stati completamente distrutti e rasi al suolo da parte dello Stato islamico (IS) sono state contestate da alcuni archeologi che citano immagini satellitari.

La città di Palmira è caduta nelle mani dell’IS il 20 maggio. A fine agosto viene distrutto parte del tempio di Baal, il Signore del Cielo (II secolo d.C.). Alcuni giorni dopo, la distruzione del tempio di Bel, tra i meglio conservati di Palmira. In seguito i miliziani hanno fatto esplodere, nella necropoli antica, tre torri funerarie, le più belle.

Gli edifici più importanti di Palmira erano stati costruiti quasi interamente dai romani e dai loro alleati tra il Primo e il Terzo secolo d.C.

Il terrorismo dell’IS mira dunque anche al passato culturale. Nell’interpretazione estremistica dell’Islam adottata dall’IS, le statue, gli idoli e i santuari sono oggetti di culto offensivi verso Allah e per questo vanno distrutti. “Queste rovine dietro di me, sono quelle di idoli e statue che le popolazioni del passato usavano per un culto diverso da Allah”, dichiara un jihadista “Il Profeta Maometto ha tirato giù con le sue mani gli idoli quando è andato alla Mecca. Il nostro Profeta ci ha ordinato di distruggere gli idoli e i compagni del Profeta lo hanno fatto quando hanno conquistato dei Paesi”.

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Leggi l’articolo completo: Roberto Fieschi, Distruzioni, in Scienze e Ricerche n. 15, 15 ottobre 2015, pp. 5-8