La natura si fa arte: il “bio-romanticismo”. Il caso esemplare di Ernst Haeckel

La Storia della Scienza è una disciplina abbastanza poco espletata negli Atenei che dimostra quanto sia stretto e longevo il connubio tra il mondo scientifico-tecnologico e quello umanistico, in particolare quello dell’Arte. Tra discipline così apparentemente disparate regna in realtà affinità. Esemplare è il caso dell’opera dello zoologo e medico Ernst Haeckel, Forme artistiche della natura, prodotta in Germania nel contesto del Romanticismo tedesco, in un momento in cui esiste una particolare vicinanza tra la biologia e l’estetica, quando le scienze naturali modificano la percezione filosofica del Bello, non più presente solo nella perfezione dei nudi michelangioleschi ma anche nella geometria delle creature presenti nelle profondità degli oscuri abissi.

Il tema della natura affrontato dallo stesso Romanticismo tedesco si sviluppa secondo una concezione più scientifica nella quale essa è considerata come sede dell’evoluzione di un unico fenomeno originario nelle più disparate forme: viene sottratta interamente alla concezione meccanicistico-illuministica per essere intesa come vita che crea, un grande organismo affine all’uomo; e il genio, la creazione artistica sono elevati a suprema espressione dell’Assoluto. Per gli idealisti tedeschi, per esempio, la natura è sinonimo di Bellezza e quindi osservarla significa conoscerla: Schelling riconosce all’arte la supremazia sulla scienza in quanto a conoscenza del reale.

Tra gli uomini che più hanno segnato questo particolare momento è certamente Goethe, la cui Morfologia delle piante ha mostrato il tentativo di fondare la disciplina della morfologia all’interno del “divenire dell’arte, della conoscenza, della scienza” (cit. Goethe “Morfologia delle piante” a cura di Zecchi, Milano) nel collegare la ricerca degli scienziati della comprensione della natura all’impulso artistico e imitativo. Su questo percorso si sono incamminati Ernst Haeckel, il fotografo Karl Blossfeldt, insegnante berlinese di arti applicate, il suo maestro Mereur e altre grandi personalità, per cui è lecito allargare il discorso e parlare della diffusione di una vera e propria “Estetica della natura”.

Tra scienza e arte fu prolifico lo scambio di temi, soggetti e idee, tanto che i confini tra le discipline erano molto fluttuanti e gli artisti stessi si impegnavano nella comprensione delle leggi che regolano il mondo rappresentandole secondo una convinzione puramente goethiana. “Bio-romanticismo” è un termine che esprime proprio questo tentativo dell’uomo di ricongiungersi col cosmo tramite l’ammirazione della sua perfezione geometrica, della sua razionalità, simmetria, armonia e della sua intrinsecità artistica. (segue)

Barbara Missana, Storica dell’Arte

(Tratto da: Barbara Missana, La natura si fa arte: il “bio-romanticismo”. Il caso esemplare di Ernst Haeckel, in Scienze e Ricerche n. 9, luglio 2015, pp. 7-12)