Ricerca scientifica e documentazione online: Mars-500 Project

TECNOLOGIA COM_66347860 copiadi Roberto Toscano.

L’innovativa tecnologia in dotazione ai personal devices di ultima generazione disponibili sul mercato ha generato, e genera tuttora, nuovi scenari nel mondo della comunicazione, dell’informazione e della conoscenza ma anche in altri settori quali la diffusione e la documentazione della ricerca scientifica.

Il web, da protocollo sperimentale per la connessione e gestione delle reti di comunicazione e condivisione dati, si configura oggi come un non luogo all’interno del quale le informazioni, le identità e le culture si ibridano costantemente.

Nonostante la propria natura manifestamente fluida, la rete, grazie alla propria morfologia multidimensionale in costante aggiornamento, si configura come un funzionale strumento per la documentazione e diffusione delle conoscenze scientifiche, ovviamente nel rispetto dei protocolli e delle procedure specifiche per la convalida dei dati.

Il presente articolo intende proporre un’introduzione generale al tema della documentazione scientifica online attraverso un focus specifico sul Progetto di simulazione Mars-500, paradigma sperimentale posto in essere presso l’Istituto per i Problemi Biomedici dell’Accademia Russa delle Scienze sotto l’egida dell’Agenzia Spaziale Russa.

I. Introduzione

Il World Wide Web, la cui operatività viene ufficialmente documentata a partire dalla data del 2 Settembre 1969 (giorno in cui si realizzò il primo nodo tra un prototipo di router Imp ed un terminale host Sds Sigma 7 dell’UCLA) ha subito nel corso dei decenni un impressionante processo evolutivo, ancora attualmente in corso.

Da semplice protocollo sperimentale di connessione e gestione di reti di comunicazione e condivisione dati[1], il web ha acquisito, soprattutto a seguito della diffusione planetaria della propria architettura e della commerciabilità delle proprie funzioni, una potente penetrabilità all’interno del corpus delle società e delle nazioni, operando nell’uomo un marcato processo di mutazione della propria mente/identità, dei linguaggi e della conoscenza, della visione del mondo, delle società, della/e loro storia/e e del loro divenire.

In virtù di tali fenomenologie lo stesso sistema geopolitico mondiale interpreta ormai la rete come una quinta dimensione soggetta a specifiche normative internazionali, in aggiunta alle precedenti (terra, mare, spazio atmosferico e spazio extra-atmosferico), oltre che non luogo di scenari di cooperazione ma anche di contrapposizione e conflitti fra entità sovranazionali, organizzazioni non governative e stati[2].

In tale clima di costante instabilità di sistema, dove la stessa rete assiste ultimamente alla comparsa di un proprio clone, o web shadow, simbolo e luogo di moti ormai planetari di rivendicazione di un neoumanesimo solidale, antimonopolista ed ecomilitarista[3], i devices presenti sul mercato modificano in tempo reale le proprie prestazioni e funzioni, passando dai recenti personal devices in modalità virtualtruth o increasedtruth[4] agli adaptive devices in modalità multisensory, tuttora in fase sperimentale ma di prossima immissione sul mercato, dove una innovativa adaptive technology assicurerà processi di modificazione delle funzioni mediante connessione ed adattamento live con vari devices intercettati nella cloud. Il tutto in costante osmosi con la rete globale, ormai da intendersi come vitale sistema nervoso artificiale del pianeta[5].

L’estrema dinamicità di tali teatri geomediatici, ha generato, e genera ancora oggi, specifici fenomeni socio-culturali, quali la comparsa di una sorta di collective mind network, dove nuovi mondi ed inedite culture virtuali (in alcuni casi di evidente matrice neo-tribale[6]) vedono il soggetto, dal carattere transidentitario e comunicante attraverso un insolito ibridismo linguistico multicodice, contaminarecostantemente i contenuti presenti in rete, attraverso azioni compulsive di lettura/scrittura/rielaborazione/mistificazione di stampo semantico-simbolica[7].

In particolare i processi osmotici di video-writing/video-reading/video-making, peculiari nei new devices hanno generato, e continuano a generare, un’inedita forma di testualità-comunicazione-conoscenza, dove la tradizionale scansione sequenziale della fruizione, o stesura di un testo/contenuto, viene ad essere sostituita da una new textuality[8] multidimensionale e multicodice, aspetti che alcuni analisti interpretano come modalità sorgente di un epocale salto sistemico socio/culturale in progress dell’uomo del XXI secolo, scenario da molti letto come una fra le cause dell’attuale crisi globale[9].

In tale situazione di costante noise e, in alcuni casi, di manifesto inquinamento comunicativoe cognitivo, si impone la necessità di attivare con sempre maggiore urgenza, un processo ricorrente di analisi e restoration di una funzionalità ottimale del web, particolarmente in quei contesti dove la rete viene ad identificarsi non solo quale net economy and multicommunication system ma come utile strumento di ricerca, documentazione e trasmissione di un’informazione.

Ad una generica analisi strutturale la rete si configura essenzialmente come una macroarchitettura,all’interno della quale prendono forma non luoghi (siti-portali) interpretabili come microarchitetture ipertestuali, quest’ultime in alcuni casi con semplice modalità accrue, e ciò in relazione alla loro potenziale natura dinamica di accumulazione-modificazione-aggiornamento di informazioni, che si susseguono in un determinato flusso temporale, cumulandosi nel corso del tempo[10].

In virtù di tale contesto, il concetto stesso di documentazione viene ad acquisire nuove dimensioni dove, all’attività di analisi-interpretazione connessa al processo di costruzione-condivisione-comunicazione della conoscenza[11], si affiancano le varie procedure di trattamento dell’informazione per ottimizzarne la reperibilità e la fruizione. il tutto secondo specifici ed inediti formati legati oggi alla natura multidimensionale dei new devices.

La rivoluzione informatica, sin dagli esordi, ha imposto in ambito storiografico una reinterpretazione del concetto reperto/fonte così come i processi stessi di riproduzione e documentazione hanno assistito ad una loro rimodulazione, in linea con le potenzialità della computer technology[12].

Il successivo e recente avvento dei new media e la comparsa di nuove modalità multicode per processare l’informazione, hanno ulteriormente posto in evidenza la necessità di individuare specifiche metodologie per la gestione di un piano di azione efficace nel campo della ricerca storiografica e della documentazione, in linea con la matrice polisemica delle fonti, unitamente all’analisi ed all’individuazione di modalità e codici funzionali per efficaci protocolli di comunicazione-divulgazione della ricerca stessa.

Internet comprende ufficialmente oggi più di 6 miliardi di siti ed il numero è quotidianamente in costante aumento esponenziale. Tale scenario impone, particolarmente in ambito scientifico, una metodica verifica dei vari protocolli per una corretta e funzionale catalogazione e conservazione delle informazioni online, quali per esempio il Semantic-Sensitive Web Information Retrieval, il cui protocollo, in continuo aggiornamento, consente di recuperare, nello spazio di pochi secondi, le informazioni testuali e non testuali di milioni di documenti presenti nella rete in vari formati[13].

Attualmente sul web, accanto al pregevole contributo di alcune iniziative volte ad organizzare e raccogliere il più ampio numero di materiali fruibili online quali l’Internet Archive[14], si segnala la comparsa di alcuni siti posti in essere per documentare e divulgare i risultati scientifici delle ricerche svolte in vari settori della scienza. Più precisamente gli istituti internazionali di ricerca prevedono, all’interno delle loro strutture operative, specifici settori adibiti alla gestione di siti web all’interno dei quali documentare il proprio patrimonio storico-scientifico, pubblicare i risultati della ricerca condotta, oltre a realizzare spazi virtuali e prodotti dal carattere divulgativo e didattico.

Tra i progetti scientifici internazionali più recenti la cui documentazione appare fruibile in rete, si segnala il Mars 500 Project, condotto presso l’Institute of Biomedical Problems[15] of the Russian Academy of Sciences[16],sotto l’egida della Russian Federal Space Agency[17] e con il coinvolgimento dell’ESA European Space Agency[18] e dell’ASI Agenzia Spaziale Italiana[19].

Il progetto, ideato come simulazione di una prossima missione umana su Marte, ha avuto come obiettivo la raccolta dei dati ricavati attraverso un ricco protocollo sperimentale rivolto allo studio del sistema uomo-ambiente, con relativa analisi del quadro psicofisico e biomedico, in situazione di confinamento di lunga durata.

Proprio l’analisi di come è stato documentato online il complesso ed articolato progetto, costituisce l’oggetto di questo breve studio, in quanto emblematica della potenzialità, e dei limiti, del web nel documentare e rendere fruibile una ricerca scientifica nel corso del suo svolgimento. Per questo il presente contributo, dopo aver illustrato brevemente i prodromi del Mars 500 Project, la storia e la natura della ricerca, si sofferma sull’analisi della diffusione online della documentazione di questo esperimento internazionale di simulazione.

II. Mars -500 Project: storia e ricerca[20].

Mars 500 Project si configura come un protocollo sperimentale ad ampio spettro, frutto di un lungo percorso di ricerca le cui origini sono rintracciabili nelle sperimentazioni che seguirono i primi voli umani oltre l’atmosfera.

Intorno alla fine degli anni ’60 del XX secolo, accanto allo sviluppo delle ricerche condotte nel campo delle tecnologie per il volo in ambiente extra-atmosferico ed al susseguirsi delle missioni umane nello spazio, l’Institute of Biomedical Problems di Mosca sviluppò una serie di studi di simulazione, aventi come obiettivo l’allestimento e la documentazione della sperimentazione di missioni umane di nuova generazione unitamente alla verifica, sul piano biomedico e psicologico, degli effetti della lunga permanenza di un equipaggio umano all’interno di prototipi di moduli abitativi (dispositivi di volo, basi orbitanti o di superficie).

Il primo ciclo di studi condotti dai laboratori dell’ Institute of Biomedical Problems di Mosca sulla simulazione di una lunga permanenza di un equipaggio umano in stato di confinamento, fu eseguito tra il novembre 1967 ed il novembre 1968 (nome in codice Un anno terrestre a bordo di una capsula spaziale[21]). La ricerca vide un equipaggio di tre cosmonauti virtuali vivere per un anno all’interno di un modulo abitativo di circa 90 m³, ermeticamente isolato in biosistema autonomo.

Dal 1970 fino al 2000, accanto alle numerose missioni umane orbitali (programmi Восто́к [Vostok] 1961-1963,Восхо́д[Voskhod] 1964-1965,Союз[Soyuz] 1963-2015 operativa), grazie soprattutto alla natura del programma Салют[Salyut] (1970/71–1982) ed alla realizzazione della prima base polimodulare orbitale Мир[Mir] (1986-2001)[22] furono realizzati una serie di studi (con possibilità di verifiche durante le attività in orbita) che permisero l’ottimizzazione delle procedure di addestramento e la configurazione di una tecnologia di supporto al volo spaziale umano a lungo termine, consentendo nel contempo la definizione di protocolli addestrativi per l’adattamento umano alla permanenza in ambiente in microgravità. Nel corso di questo lungo piano operativo furono registrate significative tappe (delle quali di seguito si da breve indicazione) nell’acquisizione di conoscenze fondamentali per la realizzazione di una missione spaziale di lunga permanenza.

Tra il 1971 ed il 1977 presso i laboratori dell’ Institute of Biomedical Problems di Moscafurono compiute ulteriori indagini sugli effetti fisiologici e biomedici prodotti nell’uomo dalla lunga permanenza in condizione di stress estremo ed in stato di confinamento (60-120 giorni): in particolare tra il settembre 1976 ed il gennaio 1977, nel corso di una simulazione di confinamento di 120 giorni, fu allestito un laboratorio per la verifica dei sistemi di sopravvivenza e delle dinamiche di gruppo su un equipaggio di tre unità.

Nel maggio-giugno 1980, su un equipaggio maschile sottoposto a 25 giorni di confinamento, furono verificati dati relativi agli effetti psicologici prodotti dall’ambiente acustico e dall’inserimento per breve periodo di equipaggi femminili (verifica delle pulsioni e delle dinamiche di gruppo in stato di confinamento).

Dal febbraio all’aprile 1983, furono raccolti dati sulle dinamiche di gruppo di un equipaggio misto in stato di confinamento per 60 giorni, unitamente all’analisi dei processi di adattamento in situazione di emergenza di lunga durata. Mentre tra il maggio ed il luglio dello stesso anno (90 giorni) fu verificata, all’interno del modulo di simulazione la funzionalità del sistema di rigenerazione dell’ossigeno “Electron” testandone gli effetti sull’equipaggio.

Nel 1984 (marzo-giugno) e per 90 giorni, furono condotti una serie di esperimenti sugli effetti psicologici registrati nell’equipaggio prodotti dall’esposizione continua ai suoni ambientali, nel corso delle attivitàlavorative e delle ore di riposo. Successivamente nel maggio-luglio 1987 (90 giorni) fu verificato lo stato psico-fisiologico dell’equipaggio durante la simulazione di tre situazioni di emergenza, della durata di 6 giorni ciascuno (monitoraggio dei ritmi circadiani, degli effetti psicofisiologici prodotti dalla modificazione dell’habitat, etc).

Nel 1989 (giugno-luglio) fu condotta una ricerca per la verifica dell’operatività di un equipaggio posto in stato di permanenza per 30 giorni all’interno di un habitat con basso tasso di ossigeno (16%).

Gli anni che seguirono videro l’intensificarsi delle ricerche in tale settore, soprattutto in relazione ai protocolli di collaborazione con altre agenzie spaziali, quali l’ESA European Space Agency.

Tra il settembre 1994 ed il gennaio 1995 fu allestito uno studio di simulazione sul comportamento umano in Spaceflight Extended, con lo scopo di simulare il volo di un cosmonauta ESA a bordo della stazione orbitale Мир[Mir] (EURO-MIR-95).

Dal 21 ottobre 1995 al 22 gennaio 1996 (90 giorni) fu condotto l’esperimento ECOPSY-95, con l’obiettivo di configurare un habitat standard per il mantenimento del confort psico-fisiologico di un equipaggio, accanto alla valutazione del gradiente di interazione tra uomo e habitat artificiale e delle modalità per controllarne le dinamiche. Mentre dal 2 febbraio 1999 al 22 marzo 2000 (240 giorni) fu allestito il protocollo di simulazione SFINCSS-99, destinato all’addestramento di uno degli equipaggi della Stazione Spaziale Internazionale. Tale indagine coinvolse tre equipaggi misti di diverse nazionalità (Russia, Giappone, Germania, Canada, Norvegia, Svezia, Repubblica Ceca, Austria) e consentì lo svolgimento di 80 esperimenti scientifici, tra i quali spicca un primo protocollo di addestramento di volo per una missione umana di lunga durata, da compiere in vista di un viaggio all’interno del sistema solare.

Dal 2000, grazie ai dati raccolti attraverso le missioni Мир[Mir] e le prime permanenze compiute a bordo dell’ISS [International Space Station], è stato possibile raccogliere una ricca documentazione di dati, frutto di numerose simulazioni con equipaggi misti, in stato di confinamento di breve durata, con l’obiettivo di verificare anche i sistemi di profilassi in microgravità, unitamente ad un ulteriore monitoraggio dei quadri clinici dell’equipaggio.

Compiere una specifica ricerca sulla lunga permanenza dell’uomo nello spazio connessa ad un viaggio verso una meta, quale un pianeta, ed il successivo percorso di ritorno, presenta notevoli differenze rispetto alla permanenza di un equipaggio a bordo di basi orbitali. Oltre dover sviluppare un potenziale tecnologico indispensabile per poter effettuare il viaggio, appare necessario acquisire le dovute competenze cliniche e psicofisiologiche indispensabili per assicurare l’incolumità dell’equipaggio stesso e la configurazione di un habitat ottimale.

Il programma di ricerche “Mars-500″ è stato sviluppato proprio con questi obiettivi.

La struttura polimodulare all’interno della quale il progetto ha preso vita, è stata realizzata componendo cinque ambienti ermeticamente isolati e di varie volumetrie, all’interno del laboratorio dell’ Institute of Biomedical Problems di Mosca, riproducendo in tal modo il prototipo dell’unità di volo progettata per una possibile prossima missione umana verso Marte. Dall’allestimento dei primi moduli, iniziato nel 2006, la struttura si è sviluppata nelle sue componenti seguendo il succedersi delle tre fasi sperimentali, raggiungendo il completamento con l’inizio della terza e conclusiva fase del programma di simulazione (520 giorni di confinamento) iniziata il 3 giugno 2010.

III. Mapc-500

La ricerca scientifica internazionale Mars – 500 Project, svolta, come detto precedentemente presso l’Institute of Biomedical Problems della Russian Academy of Sciencesdi Moscasotto l’egida della Russian Federal Space Agency, con il coinvolgimento dell’ESA European Space Agency e dell’ASI Agenzia Spaziale Italiana, ha visto la partecipazione di altri istituti di ricerca ed università europee impegnati in esperimenti satellite nel settore biomedico, psico-fisiologico ed ingegneristico[23].

Il progetto, che ha avuto tra i vari obiettivi la definizione di un habitat standard per il confinamento di lunga durata di un equipaggio umano (in vista di una futura missione verso il pianeta Marte), unitamente alla configurazione di specifici protocolli di monitoraggio biologico/clinico (oltre che di sistemi speciali di campionamento e trasmissione dati), nonché la sperimentazione sull’equipaggio di protocolli per l’analisi dei processi di apprendimento in stato di stress da confinamento di lunga durata, si è sviluppato attraverso tre fasi: la prima fase, della durata di 14 giorni di confinamento (Ottobre – Novembre 2007); la seconda fase, di 105 giorni di confinamento, si è svolta dal 31 Marzo 2009 al 14 Luglio 2009. La terza fase si è sviluppata lungo 520 giorni di confinamento, dal 3 Giugno 2010 al 4 Novembre 2011.

Il protocollo sperimentale ha visto il coinvolgimento di tre equipaggi diversi, composti da sei unità ciascuno, con un’unica presenza femminile nell’equipaggio della prima fase.

L’intero progetto, conclusosi a novembre 2011, ha prodotto una considerevole quantità di dati scientifici, tuttora al vaglio del gruppo di ricerca, i cui contenuti saranno fonte per l’allestimento del prossimo programma spaziale internazionale di esplorazione con equipaggio umano.

IV. Mars – 500 online

La rete, in quanto testo instabile[24], appare in linea con la dinamicità e continua revisione della ricerca scientifica. La sua peculiarità di open source/cloud source, cheoffre in tempo reale modalità di approfondimento, condivisione e multidimensionalità della scrittura/lettura di innumerevoli testi/contenuti collettivi[25], fruibili attraverso le molteplici applicazioni possibili attraverso i new devices di recente disponibilità sul mercato, la pone potenzialmente in piena consonanza con il clima del laboratorio scientifico.

L’avvento della tecnologia informatica nel corso degli anni ha dato origine, soprattutto nel settore storiografico, della documentazione e conservazione delle fonti e della ricerca, nuovi ambiti di studio, dove iper-autori[26], unitamente alla comparsa di banche dati, archivi e raccolte configurate in modo innovativo e secondo inedite modalità di campionamento[27], operano incessantemente attraverso codici nei quali comunicazione e ricerca si relazionano in modo osmotico. Nonostante la rete offra quindi una funzionalità senza precedenti in tale settore, ciò che emerge, sino ad oggi, è che l’estrema volatilità del web, e quindi la possibilità allo stato attuale di compierne una conservazione e catalogazione dei propri contenuti in vista di un lavoro di natura bibliografico, storiografico o di documentazione scientifica, sia tuttora un’operazione di difficile realizzazione. Nel dare inizio ad un’ipotesi di lavoro di documentazione ed archiviazione delle informazioni sul web, risulta necessario quindi compiere una specifica scelta di approccio, e ciò è imposto in particolare dalla multiforme configurazione della stessa architettura del sito/portale web[28].

Tra le iniziative aventi come obiettivo un processo di archiviazione il più possibile completo della rete, ovviamente della parte ad accesso libero, si pone in primo piano il già citato progetto Internet Archive[29]. Ma accanto a tali iniziative che, in virtù della riuscita nella missione impostano il loro lavoro attraverso metodiche che interpretano la rete come un’immensa fonte storica da documentare in un processo ciclopico di campionamento, si collocano specifici progetti, sotto alcuni aspetti di matrice sperimentale, di documentazione e divulgazione online della ricerca scientifica.

In tale contesto, la morfologia base dei siti/portale web (accumulazione/aggiornamento/sostituzione dei dati raccolti secondo un flusso temporale discreto e che procede in sequenza) appare funzionale per documentare un lavoro di ricerca scientifica in progress[30], ovviamente ponendo sempre sotto attento monitoraggio le proprie metodologie di campionamento e nel rispetto di specifici protocolli di validazione, universalmente riconosciuti, e di peculiari procedure di verifica dell’attendibilità dei dati informativi e delle fonti.

Nel panorama dei siti fruibili in rete e riferibili a centri internazionali di ricerca e documentazione scientifica appare il mars500.imbp.ru, finestra web del Mars – 500 Project.

Il portale presenta un carattere prettamente monografico, configurandosi essenzialmente come uno spazio informativo contenente, oltre ad un repertorio delle indagini compiute e delle informazioni tecniche relative ai dispositivi ed alle attrezzature utilizzate nel corso della sperimentazione, anche un ampio archivio fotografico e video per la documentazione della ricerca svolta[31].

In particolare il patrimonio iconografico appare raccolto non secondo specifici protocolli, ma attraverso una tematizzazione di 106 aree[32], modalità comunque funzionale alla consultazione di un’ampia utenza.

Attivato in occasione dell’inizio della prima fase del Mars -500 Project (14 giorni di confinamento, Ottobre – Novembre 2007) e successivamente ampliato ed aggiornato nel corso della ricerca, in quanto modalità di documentazione e divulgazione dell’iniziativa, il sito presenta inoltre uno spazio blog, inaugurato il 26 Ottobre 2009, un Video portale, divenuto operativo il 26 Aprile 2010, ed un Account Twitter fruibile dal 29 Giugno 2010.

V. Analisi

La comunicazione storiografica informatica, caratterizzata da una particolare modalità di fusione tra le componenti dati/fonti, unitamente a specifici processi di sintesi ed interpretazione oltre che alla funzionalità di software di interrogazione, si è manifestata essenzialmente attraverso reti di significati e di fonti in stretta connessione o campionabili separatamente. Tale configurazione ha offerto, tra le possibili funzionalità ottimali, una modalità inedita di fruizione attraverso rappresentazioni multiple e sistemi di interazione, aspetti preziosi, ad esempio, per la documentazione della ricerca scientifica[33].

Con l’affermarsi del web e con la configurazione di protocolli informatici, peculiari per la gestione dell’informazione ed in linea con i principi della rete, si è assistito allo sviluppo di vari prodotti fruibili online (siti, portali etc.), inevitabilmente connessi ai ciclici fenomeni evolutivi di Internet, quali per esempio il recente protocollo web 3.0, lo sviluppo dell’HPW – High Power Web o il sistema operativo mobile webOS[34].

Nell’ambito della storiografia, della documentazione e della ricerca scientifica, l’uso del web come processo/medium per la documentazione e divulgazione del datum, ha imposto, e soprattutto oggi impone, una costante riflessione sulle modalità di gestione delle fonti, esulla necessità di configurare modalità per assicurare accessibilità e conservazione dell’informazione, insieme ad un alto gradiente di validità.

Nel configurare i propri contenuti, il portale verticale[35] Mars-500 Project (le cui sole pagine in lingua originale presentano, in alcuni casi, informazioni in versione estesa), dopo un front grafico di presentazione (fig. n.1), apre la sua home page (fig. n. 2) con un’interfaccia che consente di accedere mediante diverse finestre (maschere di ricerca, barre di navigazione e boxes) ai molteplici contenuti delle diverse fasi del Progetto Mars-500.

figura 1

©http://mars500.imbp.ru/index.html; http://mars500.imbp.ru/index.html

Figura n.1

figura 2

©http://mars500.imbp.ru/index.html; http://mars500.imbp.ru/index_r.html#

Figura n. 2

In particolare, nella sezione del portale dedicata alla III fase sperimentale del Mars-500 Project (520 giorni di confinamento), la pagina di presentazione si apre con un quadro riassuntivo del piano operativo, presentando la documentazione ad esso relativa attraverso l’articolazione di una ricca raccolta di immagini, che registrano le fasi più salienti del protocollo sperimentale, dell’allestimento e manutenzione dei moduli di simulazione, della selezione ed addestramento dell’equipaggio, sino alle conferenze stampa, unitamente ad un’ampia documentazione fotografica delle ricerche scientifiche condotte e delle procedure di simulazione svolte nel corso del periodo di confinamento[36].

Oltre alle schede biografiche dei componenti dell’equipaggio, la sezione offre un prospetto riassuntivo del piano sperimentale della terza fase, alla quale segue uno schema

del diario del piano di volo simulato.

Le informazioni successive vertono sul diario virtuale di bordo e sulle operazioni svolte dall’equipaggio nel corso di un anno di simulazione attraverso un quadro riassuntivo dei dati scientifici raccolti.

Come ulteriore documentazione, il portale presenta un archivio delle riflessioni stilate dall’equipaggio ad un anno dall’inizio dell’esperimento, unitamente al quadro del monitoraggio clinico e dei processi di adattamento.

Accanto alla documentazione scientifica è possibile visualizzare un’ampia rassegna stampa raccolta nel corso dell’esperimento ed un ulteriore archivio delle principali iniziative promosse dai media internazionali durante dello svolgimento della terza fase del progetto di ricerca [solo in versione inglese].

Il portale Mars-500 Project offre ovviamente ampio spazio anche alla documentazione video. contenendo all’interno di tale sezione un numero rilevante di servizi video prodotti dai principali tv network, oltre ad alcuni filmati realizzati dall’equipaggio e dal gruppo di ricerca.

La ricca documentazione fotografica, raccolta durante l’intero svolgimento del Progetto, occupa una specifica sezione del portale. La galleria dei foto-documenti, che si compone di 1397 immagini raggruppate in 43 aree tematiche, si apre con una page contenente quattro aree attive: complesso sperimentale, prima fase sperimentale 14 giorni di confinamento, seconda fase sperimentale 105 giorni di confinamento, terza fase sperimentale 520 giorni di confinamento.

Alla luce di questa prima analisi, il portale del Mars-500 Project[37], si configura come uno dei più funzionali esemplari di prodotto multimediale fruibile sul web di documentazione e divulgazione online della ricerca scientifica. La microarchitettura che sorregge il portale ha seguito, nel suo comporsi, i percorsi compiuti dal protocollo sperimentale (il cui indubbio contenuto scientifico è validato dalla tipologia delle istituzioni coinvolte e dalle modalità di svolgimento e campionamento delle informazioni), ampliando le specifiche aree, nelle quali si articola, attraverso l’acquisizione delle informazioni raccolte durante lo svolgersi dell’esperimento stesso. In particolare tale aspetto pone il portale tra le prime e più autorevoli iniziative aventi medesime finalità presenti nella rete, costituendo esso stesso il primo esempio di documentazione scientifica live relativa ad un protocollo di formazione e di addestramento, attraverso simulazioni, di un equipaggio destinato ad una missione umana di lunga permanenza nello spazio.

VI. Futuro

Il costante processo autopoietico del web impone, come indicato nel corso della presente indagine, una continua rielaborazione e riconfigurazione delle knowledge technologies contemporanee. Innovativi protocolli informatici, in particolare nel settore delle web mobile applications dei new devices attualmente sul mercato, sono già fruibili e le funzioni in codici multidimesionali hanno originato inedite modalità comunicative, di elaborazione, documentazione e divulgazione dell’informazione.

Tali sviluppi sono sorgente di nuovi scenari altamente dinamici, dove la ricerca scientifica e la documentazione plasmano costantemente i propri statuti.

Questo breve saggio ha inteso fornire un primo momento di analisi e riflessione su tali processi[38], ai quali si intende dedicare ulteriori approfondimenti, in particolare nei settori dell’addestramento speciale degli adulti in stato di confinamento e delle peculiarità pedagogiche della simulazione.

 

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Note

[1] D. Ragazzini, La nascita della storiografia digitale, in D. Ragazzini, (a cura di), La storiografia digitale, Utet, Torino, 2004

[2] F. W. Engdal, Full Spectrum Dominance: Totalitarian Democracy in the New World Order. 2011, Progressive Press. USA

[3] I. F. Akyildiz, Xudong Wuang, [September 2005], A Survey on Wireless Mesh Networks, in «IEEE Communications Magazine», vol 43, n. 9, pp. 523-530,. In merito alle ultime informazioni sulla natura e funzionalità del web shadow si segnalano i seguenti siti: http://freedomboxfoundetion.org, www.funkfeuer.at/index.php?L=1, www.mesh-networks.org.

[4] Modalità che si configurano come evoluzione dei vari protocolli, sino ad oggi disponibili, di augmented reality, mixed reality, modified reality, modulated reality, mediated reality, augmented reality, augmented thinking, augmented imagination,  concetti con i quali si è inteso identificare diverse configurazionidi simulazione o potenziamento della realtà percepita.

[5] L. Kleinrock, [maggio 2012], Ho inventato la rete (e vi spiego come cambierà), in «Limes Rivista Italiana di Geopolitica» Quaderno Speciale, anno IV, n. 1, pp. 41-45

[6] D. De Kerckhove, [maggio 2012], Il Web produce tribù, in «Limes Rivista Italiana di Geopolitica» Quaderno Speciale, anno IV, n. 1, pp. 35-40

[7] L. Toschi, La comunicazione generativa, Apogeo, Milano, 2011

[8] Idem

[9] Per una preziosa riflessone sul concetto di crisi e sulla necessità di una transdimensionalità della riflessione filosofico-scientifica come strumento/azione da contrapporre allo scenario del mondo occidentale contemporaneo si segnala M. Serres, Tempo di crisi, Bollati Boringhieri, Torino, 2010

[10] S. Vitali, Una memoria fragile: il web e la sua conservazione, in D. Ragazzini (a cura di), La storiografia digitale, Utet, Torino, 2004

[11] E. Gori, (a cura di), La documentazione e la scuola di qualità, Le Lettere Firenze, 2008

[12] D. Ragazzini, La nascita della storiografia digitale, in D. Ragazzini (a cura di), La storiografia digitale, Utet, Torino, 2004

[13]Y.Bassil- P. Semaan, [2012], Semantic-Sensitive Web Information Retrieval Model for HTML Documents, European Journal of Scientific Research, ISSN 1450-216X Vol.69 No.4, pp. 550-559

[14] http://www.archive.org

[15]Институтмедико-биологическихпроблемРАНhttp://www.imbp.ru/

[16]Российскойакадемиинаукhttp://www.ras.ru/

[17]Федеральное космическое агентство России http://www.federalspace.ru/

[18] In merito alla partecipazione dell’ESA European Space Agency al Mars 500 project si segnala: http://www.esa.int/SPECIALS/Mars500/

[19] In merito alla partecipazione dell’ASI Agenzia Spaziale Italiana al Mars 500 project si si segnala: http://www.asi.it/it/news/mars500_rientra_0

[20] Per una puntuale documentazione storica del progetto in esame si segnalano le seguenti fonti on line:

http://mars500.imbp.ru/history.html

http://www.federalspace.ru/main.php?id=2&nid=8267&hl=mars+500

http://www.esa.int/SPECIALS/Mars500/

[21] http://mars500.imbp.ru/history.html

[22] P. Baker, The Story of Manned Space Stations: An Introduction. Springer, 2007

[23] Tra le istituzioni italiane coinvolte nel progetto si segnalano:

Università di Bologna (http://www.magazine.unibo.it/Magazine/Attualita/2009/01/30/Missione_su_Marte.htm);

Centro EXTREME e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (http://www.sssup.it/news.jsp?GTemplate=news.jsp&ID_NEWS=2550);

CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche (http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=2093);

Università di Pisa (http://www.unipi.it/index.php/unipinews/item/423-missione-mars-500-il-centro-extreme-universit%C3%A0-di-pisa-santanna-e-cnr-volano-a-mosca);

Università degli Studi di Milano (http://www.unimi.it/news/47708.htm);

INRCA-IRCCS di Roma;

Università della Tuscia di Viterbo(http://www3.unitus.it),

Fondazione S. Maugeri di Pavia (http://www.fsm.it)

[24] P. Ortoleva, [1999] La rete e la catena. Mestiere di storico al tempo di Internet, «Memoria e ricerca», 3, p. 31- 40.

[25] Su tale aspetto, e sul concetto di iper-autore, si segnala G. O. Longo, [1999], Nel mare dell’iper-letteratura si sente solo un anonimo brusio, in «Comunità online virtuali e reali», Telemà, n.17-18,

[26] Idem

[27] D. Ragazzini, Le fonti storiche nell’epoca della loro riproducibilità informatica, in D. Ragazzini, (a cura di), La storiografia digitale, Utet, Torino, 2004

[28]Da intendersi essenzialmente come una «collezione di risorse elettroniche […] resa accessibile all’interno di uno specifico dominio Internet, ai fini della comunicazione di informazioni […] che condividono un comune nome di dominio […] e che mette a disposizione un corpo di risorse informative interconnesse, navigabile usando un browser» Public Record Office, Managing Web Resources: Management of Electronic Records on Websites and Intranets, versione 1.0, dicembre 2001, [http://www.pro.go.uk/recordsmanagement/erecords/website-toolkit.pdf]

[29] Si veda nota 14

[30] S. Vitali, Una memoria fragile: il web e la sua conservazione, in D. Ragazzini, (a cura di), La storiografia digitale, Utet, Torino, 2004

[31] Un’attenta analisi sulle varie tipologie e sulle modalità di raccolta di documentazione fotografica in ambito storico è presente in M. Gallai, L. Tomassini, La fotografia di documentazione storica in Internet, in D. Ragazzini, (a cura di), La storiografia digitale, Utet, Torino, 2004

[32] Si veda http://mars500.imbp.ru/index_r.html

[33] D. Ragazzini, Le fonti storiche nell’epoca della loro riproducibilità informatica, in D. Ragazzini, (a cura di), La storiografia digitale, Utet, Torino, 2004

[34] Sullo sviluppo del formato della rete, in particolare sulla sperimentazione del supporto fotonico per l’allestimento di un High Power Web, e sulla configurazione di nuove tecnologie ad essa connessa si segnala: Yoo, S. J. B, [December 2006],Optical Packet and Burst Switching Technologies for the Future Photonic Internet, in «Journal of Lightwave Technology »Dept. of Electr. & Comput. Eng., California Univ., Davis, CA, Vol. 24 , Issue: 12, pp. 4468-4492

[35] Nel gergo informatico con tale termine si intende un sito web di grandi dimensioni, contenente un numero elevato di risorse con approfondimenti su specifici argomenti.

[36] Un’ampia campionatura della letteratura grigia, relativa al protocollo sperimentale, è fruibile sul sito dell’Istituto di Problemi Biomedici di Mosca: http://www.imbp.ru/

[37] Tutti i link del portale Mars-500 Project hanno ricevuto verifica in data 09 Giugno 2012

[38] Si veda R. Toscano, Training for Space. Formazione, ricerca e documentazione scientifica online nelle scienze spaziali contemporanee, Cosenza, Brenner Editore, 2013

(Tratto da: Roberto Toscano, Ricerca scientifica e documentazione online: Mars-500 Project, in Scienze e Ricerche n. 8, giugno 2015, pp. 59-66)