Le sigarette elettroniche: un’alternativa al fumo?

di Roberta Cifelli e Marcello Locatelli.

Convertito in legge nei giorni passati, ed in virtù dell’emendamento «4.25» presentato dal presidente della commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan e approvato dai deputati il 23 ottobre scorso, il decreto Istruzione ha cancellato il divieto di utilizzo della sigaretta elettronica (EC) nei luoghi pubblici.

Tale divieto derivava dal decreto Iva-Lavoro emanato nel mese di giugno che applicava alle sigarette elettroniche le norme «in materia di tutela della salute dei non fumatori» previste per i tabacchi, come riportato nell’ultima parte del comma 10-bis dell’articolo 51 della legge Sirchia.

Strategicamente negli ultimi anni sono stati sviluppati molti prodotti per ridurre la quantità di sostanze nocive somministrate, volontariamente o involontariamente, al corpo umano e le sigarette elettroniche fin dalla loro apparizione sono state presentate come valida alternativa per tutti i fumatori.

Sono dei dispositivi a batteria che vaporizzano una soluzione liquida contenente soprattutto nicotina, glicole propilenico, glicerina, acqua e aromi (a seconda dei vari produttori) e la nicotina viene vaporizzata ed inviata al tratto respiratorio superiore e inferiore senza alcun processo di combustione.

Tralasciando l’annoso dilemma se siano più salutari o meno delle sigarette “classiche”, in quanto attualmente si sa ancora poco su questi dispositivi per l’esiguità degli studi e delle analisi effettuate e della diffoltà di avere linee guida internazionali che siano in grado di uniformare i risultati, si deve invece chiarire il loro reale ruolo nella società.

Molti prodotti sviluppati in questi anni producono concentrazioni plasmatiche allo steady-state di 10÷20 ng/mL di nicotina [1, 2]; inoltre 1 mL di liquido come riferimento per il consumo giornaliero di nicotina non è paragonabile a una sigaretta classica o ad altri dispositivi farmaceutici (gomma o cartuccia inalatore), in quanto ogni soffio da una EC porta a vaporizzare piccole quantità di liquidi.

È stato dimostrato che utenti esperti hanno un consumo medio giornaliero di 3-4 mL [3].

In ogni caso, proprio per la carenza di linee guida, non sono state sviluppate misure comparative di somministrazione di nicotina tra EC e terapie sostitutive della nicotina (NRTs) o sigarette di tabacco e attualmente nessuno studio ha mai valutato la quantità di liquido EC consumato da utenti esperti in specifici intervalli di tempo di utilizzo.

Dato il loro ampio utilizzo e il forte impatto sociale, solo recentemente la Commissione europea ha pubblicato una proposta di nuova direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) [4].

In base a questa proposta, tutti i prodotti che contengono un livello di nicotina maggiore di 2 mg (o 4 mg/mL nel caso di liquidi) o la cui destinazione d’uso determina una concentrazione plasmatica media di picco superiore a 4 ng/mL, devono essere autorizzati come medicinali prima di poter essere immessi sul mercato.

Questa decisione e i livelli di concentrazione indicati derivano dal considerare sia il contenuto che il “delivery” della nicotina da parte dei dispositivi medicinali (questi ultimi spesso indicati come terapie di sostituzione della nicotina, o NRT) [4].

A seguito di tale proposta, le sigarette elettroniche rientrano quindi nella categoria di prodotti contenenti nicotina e devono essere commercializzate come un’alternativa a fumare e non come dispositivi per smettere di fumare.

Recentemente Farsalinos e collaboratori [5] ha dimostrato come gli utenti esperti tendono ad usare più frequentemente la EC rispetto a utenti inesperti e che nonostante la maggior frequenza, la somministrazione di nicotina è significativamente ridotta dalla EC rispetto al fumo della sigaretta classica e/o inalatore di nicotina (in condizioni e periodi di uso simile).

Tutto ciò porta inevitabilmente alla conclusione di considerare sempre i risultati e le interpretazioni con cautela e spirito critico, soprattutto dalle autorità sanitarie che sono preposte allo sviluppo dei loro piani regolatori in ambito di salute pubblica.

Note:

[1] Benowitz, N.L.; Jacob, P.; Savanapridi, C. Determinants of nicotine intake while chewing nicotine polacrilex gum. Clin. Pharmacol. Ther. 1987, 41, 467–473.

[2] Schneider, N.G.; Olmstead, R.E.; Franzon, M.A.; Lunell, E. The nicotine inhaler: Clinical pharmacokinetics and comparison with other nicotine treatments. Clin. Pharmacokinet. 2001, 40, 661–684.

[3] Dawkins, L.; Turner, J.; Roberts, A.; Soar, K. “Vaping” profiles and preferences: An online survey of electronic cigarette users. Addiction 2013, 108, 1115–1125.

[4] European Commission. Proposal for a Directive of the European Parliament and of the Council on the Approximation of Laws, Regulations and Administrative Provisions of the Member States Concerning the Manufacture, Presentation and Sale of Tobacco and Related Products. Available online: http://ec.europa.eu/health/tobacco/docs/com_2012_ 788_en.pdf

[5] Farsalinos K.E.,Romagna, G., Tsiapras, D., Kyrzopoulos, S., Voudris, V. Evaluation of Electronic Cigarette Use (Vaping) Topography and Estimation of Liquid Consumption: Implications for Research Protocol Standards Definition and for Public Health Authorities’ Regulation. Int. J. Environ. Res. Public Health 2013, 10, 2500-2514.