La produzione del broccolo di natale. Aspetti economici

s6300312-300x225

di Michele Cerrato.

Il progetto di ricerca è stato attivato per l’anno 2012 dalla Confederazione agricoltori di Salerno e finanziato dalla Camera di Commercio Industria e Artigianato di Salerno. Al progetto hanno partecipato 14 agricoltori coordinati dal Dott. Eustacchio Sellitto. L’elaborazione dei dati e delle informazioni è stata realizzata presso il Laboratorio di Economia Agroalimentare, Trasporti e Turismo afferente al Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Salerno.

Aspetti economici della produzione del broccolo di natale in alcune aziende dell’Agro-nocerino sarnese.

Il broccolo di natale è una brassicacea che fino a pochi anni fa era ampiamente diffusa nell’ agro campano, attualmente, si coltivazione quasi esclusivamente nell’ agro-nocerino sarnese e nei limitrofi territori della provincia di Napoli. Da sempre questo prodotto si consuma in prossimità delle feste natalizie da cui ne deriva il nome. La causa della quasi scomparsa di questa coltivazione va cercata nel ristretto periodo di consumo (in prossimità delle festività natalizie). In quanto eventuali ritardi o anticipi di maturazioni ne rendono difficile la commercializzazione. Ad oggi, la produzione viene destinata quasi esclusivamente all’ autoconsumo e solo una minima parte raggiunge i mercati.

La durata del ciclo produttivo e di circa 5 mesi e raramente si protrae per periodi più lunghi. La coltivazione inizia con la semina nel semenzaio (il seme spesso prodotto dagli stessi agricoltori) nella seconda metà di luglio su un terreno ben lavorato ed abbastanza umido; il trapianto delle piantine avviene in campo entro 40 giorni dalla semina con una distanza di circa 50 cm sulla fila e 80–100 cm tra le file.

E’ pratica diffusa, soprattutto nelle annate siccitose annaffiare le piantine appena messe in campo con il fine di innalzare la percentuale di attecchimento. Dopo circa un mese dal trapianto viene eseguita una sarchiatura e una concimazione, solitamente con solfato ammonio. E’ importante durante gli autunni piovosi evitare i ristagni di acqua nel terreno che possono provocare un indebolimento del colletto e conseguentemente la morte precoce della piantina.

I primi broccoli si possono raccogliere nel mese di novembre. Il prodotto si presenta di pezzatura piuttosto grossa con il peso che varia dai 700 ai 1500 gr. La raccolta avviene tagliando l’infiorescenza alla base del colletto a cui successivamente vengono asportate le foglie più grandi. Il prodotto così lavorato é pronto per essere commercializzato a singoli pezzi o raramente in piccoli fasci formati da due o tre pezzi.

Durante lo svolgimento del progetto è stato realizzato un accordo commerciale tra i produttori e alcuni punti vendita della grande distribuzione concentrati prevalentemente in comuni limitrofi alla città di Salerno. Complessivamente, la produzione commercializzata è stata di oltre 10 mila pezzi di cui il 50% è stato avviato ai mercati all’ingrosso, il 20% circa alla Grande Distribuzione (previo accordo), il 15% a gruppi di acquisto solidali e la rimanente parte alle vendite ai consumatori.

Un aspetto fondamentale è stato la determinazione della redditività. Per questo fine sono stati redatti due questionari di cui il primo finalizzato ad acquisire le informazioni di carattere generale delle aziende partecipanti al progetto (ordinamento produttivo, caratteristiche del lavoro, la proprietà dei terreni, la forma di conduzione, ecc.) ed il secondo con lo scopo di rilevare i dati e le informazione relativi agli strumenti della produzione utilizzati.

Il primo questionario è stato compilato da tutti gli agricoltori partecipanti al progetto, mentre il secondo da un singolo agricoltore.

I motivi per i quali si è deciso di indirizzare l’analisi economica verso una sola azienda sono i seguenti:

  • tutte le aziende hanno investito la stessa superficie di terreno e utilizzato la stessa tecnica di coltivazione;
  • per tutte le aziende i proventi della vendita dei broccoli risultano marginali al fine della formazione del reddito aziendale;
  • tutte le aziende sia per l’acquisto dei mezzi produttivi sia per la vendita dei prodotti hanno fatto riferimento allo stesso tipo di mercato.

L’azienda oggetto dell’analisi economica presenta i seguenti aspetti:

  • è un impresa diretto coltivatrice in cui la manodopera impegnata è fornita esclusivamente dall’imprenditore e da membri della sua famiglia,
  • ha una superficie di circa un ettaro con indirizzo produttivo orticolo.

La metodologia del calcolo dei costi e del Reddito Lordo:

Il parametro economico di riferimento è il reddito lordo che è dato dalla differenza tra valore dei prodotti venduti e i costi variabili. La scelta di questo indicatore è stata operata per i seguenti motivi :

  • si tratta di una coltura sperimentale e che interessa una minima parte della superficie aziendale, quindi risulta difficile attribuire in proporzione il giusto valore dei costi fissi ;
  • il criterio del reddito lordo è un utile strumento per l’elaborazione di un bilancio preventivo
  • è uno strumento che permette di confrontare i risultati economici delle diverse produzioni presenti nell’azienda ed eventualmente dimensionare la loro presenza.

Con riferimento all’analisi dei costi e del Reddito Lordo si è tenuto conto delle seguenti componenti:

  • spese per l’acquisto di concimi, sementi e materiale di imballaggio (questa voce corrisponde ai costi effettivamente sostenuti dall’agricoltore pari a 47 euro)
  • il costo delle macchine è stato ottenuto moltiplicato il fabbisogno in ore della coltivazione (pari a 4,5 h x 45 Euro dato dal costo orario di noleggio)
  • gli interessi sul capitale di anticipazione (calcolati per un periodo di cinque mesi ad un tasso annuo del 5%)
  • il costo del lavoro (ottenuto moltiplicando il numero delle ore impiegate pari a 48 per una tariffa oraria di 8 euro/ora, comprensivi di oneri sociali)
  • il valore dei prodotti venduti (pari a circa 880 euro, escluso gli autoconsumi)

Secondo l’analisi da noi effettuata così vengono ripartite le principali Voci di costo:

  • Prodotti venduti: 880 euro
  • Manodopera: 384 euro
  • Noleggi: 202 euro
  • Spese per concimi, imballaggi: 47 euro
  • Interesse sul capitale di anticipazione: 10 euro
  • Totali costi variabili: 642 euro
  • Reddito Lordo: 238 euro

Dall’analisi dei dati economici si nota che il reddito lordo è pari a 238 euro e che la maggiore voce di costo è relativo alla manodopera (pari al 60 % circa). La voce noleggi è importante in quanto è indicativa del costo di utilizzo delle macchine.

 Conclusioni

Dai risultati della ricerca emerge che la coltivazione del “broccolo di natale” è di semplice realizzazione, data la sua rusticità. Questo aspetto è di grande stimolo non solo per gli agricoltori in quanto tali ma per tutti coloro che, in possesso anche di piccoli appezzamenti di terreno, vogliano intraprendere questa coltivazione che non richiede grosso impegno di capitali e di lavoro.

Inoltre, l’area interessata dal progetto, essendo fortemente antropizzata, può ricavare benefici da questa coltivazione mitigando di fatto l’abbandono del territorio.

Un ulteriore ed interessante aspetto riguarda la conservazione della biodiversità, in quanto ad aggi gran parte del seme utilizzato è autoctono e prodotto dagli stessi agricoltori.

Infine, non va trascurata la possibilità di poter commercializzare il prodotto su mercati lontani dai luoghi di produzione, corrispondendo così alle esigenze della commercializzazione in quarta gamma.