Neuroni Specchio in Musica, tra Embodied Cognition & Conducting.

di Roberto Toscano.

Vettori di un progetto di ricerca sui processi di interpretazione/comunicazione motoria ed elaborazione cognitiva nella pratica musicale della Direzione.

Keywords: neuroni specchio, neuroni canonici, Embodied Cognition, Conducting,

 

Scenario

Alcuni settori delle neuroscienze consentono oggi una particolare interpretazione dell’esperienza artistica nell’Uomo: l’Arte può essere intesa come un dominio sistemico complesso di saperi e atti comunicativi potenziati frutto di specifiche elaborazioni del dato/informazione attraverso codici emotivo/affettivi e sensomotori.

Il vivente, sia nella morfologia più semplice che nella configurazione sistemica complessa, attiva costantemente un processo di intercettazione di informazioni dall’ambiente nel quale è inserito e nel contempo di trasmissione dati verso l’esterno.

L’essere umano in particolare, in virtù delle proprie peculiarità bioingegneristiche di grande scimmia[3] attraverso complessi processi di campionamento ed elaborazione cognitiva dei saperi[4], configura i propri domini conoscitivi[5] costruendo il proprio connettoma[6]grazie ad intense relazioni costantemente attivate con gli spazi, le persone e gli oggetti che lo circondano[7].

Recenti ricerche nel settore delle neuroscienze hanno inoltre consentito la documentazione di come l’intelligenza, nella propria complessità sistemica e soprattutto al livello sub-personale, sia in completa osmosi con la dimensione della corporeità, quest’ultima frutto del ricco repertorio esperienziale multidimensionale e multisensoriale del vivente complesso[8].

All’interno di tale scenario le facoltà della visione e dell’ascolto, in particolare per il vivente complesso come l’essere umano, hanno acquisito un valore sempre più rilevante nel corso del viaggio evolutivo, tuttora in atto, soprattutto per il campionamento di informazioni relative al movimento e per la definizione di un codice di comunicazione attraverso le immagini, il corpo ed il suono.

La storia della cultura umana, e quindi della stessa mente dell’Uomo, è segnata infatti costantemente e marcatamente da processi di elaborazione acustico/visiva relativa a suoni/immagini naturali (in quanto frutto di acquisizione ed elaborazione del segnale acustico/luminoso attraverso i processi percettivi e cognitivi del soggetto senza l’uso di protesi non biologiche) ed artificiali (quali, nel settore della visione, l’arte pittorica e la scrittura mentre, nel settore relativo alla percezione ed elaborazione acustica di un segnale/informazione, le esperienze della vocalità e della pratica musicale) sviluppati nella loro peculiarità di devices per processare, memorizzare e comunicare informazioni.

In relazione a tale fenomenologia le neuroscienze, applicate al settore specifico della visione[9], hanno inoltre ultimamente fornito la prima documentazione scientifica sulla stretta connessione osmotica tra la corporeità/esperienza - cognizione/conoscenza e le varie forme di engagement posti in essere dai processi sistemici cervello/corpo[10] attraverso le fenomenologie dell’embodied[11]. In sintonia con questi innovativi settori scientifici, la recente riflessione nel campo della neuro estetica ha consentito, anche attraverso un ampio repertorio di approcci di campionamento ed elaborazione dati offerte dalle tecnologie di imaging di ultima generazione, un primo riconoscimento delle basi neurobiologiche delle facoltà cognitive non arte-specifiche, individuando le matrici neurali dei fenomeni percettivi e cognitivi connessi alle esperienze visive nell’Uomo, in particolare per indagare sulle manifestazioni neuro cognitive generanti il piacere estetico prodotto dalla visione di un messaggio visivo artistico e non artistico sia statico che dinamico[12].

Quest’ultimo aspetto ha generato uno specifico approccio riflessivo, definito experimental æsthetics, con il quale si intende porre in primo piano, e ciò in linea con la base etimologica del termine αἴσθησις, l’approccio percettivo multimodale al mondo attraverso il corpo[13].

Il sistema motorio che coordina e governa il device corpo, oggi, in virtù dei molteplici approcci di indagine appena riassunti, si configura come una complessa architettura di informazioni (riferibili ai processi di campionamento ed elaborazione) che coinvolge regioni frontali e parietali dell’encefalo connesse in modo molto intenso con le aree visive, uditive e tattili. Gli studi tuttora in corso hanno potuto al momento documentare che specifiche aree cerebrali appaiono composte da neuroni che si attivano esclusivamente per atti motori finalizzati (quali manipolare o afferrare un oggetto) il cui start risponde selettivamente alle dimensioni ed alle forme degli oggetti stessi, e ciò sia se si è in relazione diretta con essi che quando ci si limita ad osservarli. Lo studio di tali fenomeni, connessi all’operatività di specifici neuroni in grado di processare l’informazione sensoriale selezionandola in virtù delle possibilità d’atto, hanno consentito la comprensione del fatto che ogni movimento sia neurocognitivamente processato dal sistema cervello come un atto (non più come semplice azione motoria priva di gradiente/contenuto cognitivo), saturo di significati complessi, attraverso il quale il vivente, secondo processi di costante elaborazione/simulazione, agisce, comprende e comunica[14].

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Leggi l’articolo: Roberto Toscano, Neuroni Specchio in Musica, tra Embodied Cognition & Conducting. Vettori di un progetto di ricerca sui processi di interpretazione/comunicazione motoria ed elaborazione cognitiva nella pratica musicale della Direzione, in Scienze e Ricerche n. 50, luglio 2017, pp. 12-21