Il Taccuino del Dr. Watson ovvero: dove si nasconde la fisica nella vita di tutti i giorni?

Copertina taccuino di Lorenzo Ulivi

Franco Bagnoli,

Il Taccuino del Dr. Watson ovvero: dove si nasconde la fisica nella vita di tutti i giorni?

Sesto Fiorentino, Apice Libri 2018, pp. 194

Collana “Caffescienza”

ISBN: 88-99176-52-3

 
Presentare la fisica ad un lettore inesperto, rendendola non dico facile, ma almeno accattivante, in modo che la lettura non si interrompa dopo la prima pagina, è il compito più difficile per un fisico che si dedica alla divulgazione della scienza. Franco Bagnoli, l’autore de Il Taccuino del Dr. Watson è un fisico, e questo lo sa bene. Infatti mette prudentemente le mani avanti e le prime parole che leggiamo nell’introduzione sono: “La fisica è difficile!” Bagnoli discute anche sommariamente le ragioni di questa difficoltà, trovandone alcune addirittura nella natura del nostro cervello, che si è evoluto, insieme a tutto il resto di noi, per risolvere problemi che richiedevano decisioni rapide, magari affrettate, quindi basate su impressioni ed istinto. La scienza è nata successivamente ad altri modi di comunicare, come la danza e la musica, ed altri modi di rappresentare il mondo, basati su impressioni, suggestioni, e magia. Queste considerazioni mi hanno fatto venire in mente quanto discusso in un altro libro, un po’ vecchio ma non datato, che è Uncommon sense di Alan Cromer (1993). Cromer vede la scienza non solo come un prodotto molto recente della cultura umana, ma addirittura come una unica eccezione nella storia del pensiero, scaturita solo in occidente sulla base del pensiero filosofico greco, che ha dato origine al pensiero razionale.

Nella introduzione l’autore, che insegna nel corso di laurea in Fisica all’Università di Firenze, dimostra eccessivo pessimismo, pensando scherzosamente che l’unica soluzione per una maggiore diffusione della mentalità e conoscenza scientifica sia l’eliminazione fisica di chi non supera un esame di fisica, magari il suo: una sorta di eugenetica votata alla diffusione della cultura scientifica! L’autore finge di ignorare che alle caratteristiche innate del nostro cervello si sommano gli stimoli dovuti all’ambiente ed alla educazione. Finge, perché sa bene quanto l’educazione conti nel plasmare il pensiero umano, e per questo ha scritto questo libro.

E allora, a chi è diretto questo libro? E’ chiaro: chi non è almeno un po’ incuriosito da questa materia (o dagli aspetti più strani di questa materia) farà meglio a non comprarlo, e neppure a farselo prestare. Quindi non è un libro per un pubblico distratto, ma per chi ha almeno interesse e qualche competenza di fisica, in pratica a chi ne è già venuto a contatto nella scuola superiore, e magari al primo anno di università o magari la insegna.

Nessun libro divulgativo si potrà mai sostituire ad un buon corso di fisica nella scuola, ma far vedere dove si nasconde la fisica nella vita di tutti i giorni (e qui cito il sottotitolo, chiarificatore) è stimolante. L’autore gioca con questi stimoli, spaziando dalla meccanica alla termodinamica e alla meccanica statistica, ma sempre seguendo il filo conduttore degli “indizi” usati nell’indagine condotta da Sherlock Holmes. Infatti, di questo si tratta: è il famoso investigatore, ed il suo aiutante Dottor Watson, che indagano per localizzare la Fisica, fuggita all’arrivo della polizia mentre conversava con “il Professore”, alias Albert Einstein. Ogni indizio o fenomeno da spiegare dà luogo ad una divagazione, sviluppata sotto forma di dialogo tra Holmes e Watson, in cui le leggi fisiche sottostanti vengono svelate e spiegate.

Bagnoli si dimostra anche un appassionato e grande conoscitore dei romanzi di Conan Doyle, e inserisce nel testo citazioni e riferimenti che riportano in mente, ad un lettore altrettanto appassionato, le indagini storiche del celebre personaggio. Ma è soprattutto il metodo di Sherlock Holmes che è messo in evidenza ed accomunato al metodo scientifico usato nelle scienze naturali, in primis in fisica. L’autore sfrutta le note qualità del personaggio, indelebili nell’immaginario collettivo, di grande osservatore dei particolari, e le mette al servizio della osservazione della natura, partendo dai fenomeni della vita quotidiana. Bagnoli si prende anche qualche libertà e mette in bocca al protagonista una esplicita proclamazione del suo metodo, che, prendendo spunto dalla terminologia introdotta dal logico americano C. S. Peirce, chiama metodo abduttivo, e che è sostanzialmente quello usato nell’indagine scientifica.

La varietà dei fenomeni presi in esame, e la loro familiarità e facilità di osservazione sono sicuro incuriosirà il lettore: chi non si è mai trovato a che fare con almeno qualcuna di queste situazioni? Probabilmente nessuno, e chi si è già posto qualche domanda (per esempio: come funziona un nebulizzatore di profumo? perché i fiumi in pianura non vanno dritti?) troverà questo libro veramente di aiuto. La spiegazione dei fenomeni descritti è sviluppata dall’autore con figure, schemi e grafici, ma sforzandosi di fare il minimo uso di formule. Qualche lettore un po’ più esperto potrebbe pensare che non ne sia valsa la pena, cioè che una formula al posto giusto avrebbe chiarito molto meglio il concetto. L’autore ha fatto invece molto bene a limitare l’uso delle formule, e non solo per la ragione, discussa nell’introduzione, in cui dimostra matematicamente (con una formula, appunto, che vorrebbe essere l’unica) che se avesse usato formule non avrebbe avuto lettori. Le formule matematiche sono essenziali per la descrizione fisica del mondo, ma non in questo libro. Anche se ogni “indizio” è in pratica un esercizio di fisica (comunque non sempre banale, si pensi all’equilibrio della bicicletta), che chi conosce un po’ di matematica può impostare e risolvere con le opportune equazioni, nel libro non si pretende di svolgere ogni esercizio fino in fondo, ma piuttosto di suggerire quali piccoli esperimenti fare con oggetti di uso quotidiano, per mettere in evidenza il fenomeno e fenomeni simili.

E’ un libro certamente spiritoso e nuovo nel panorama della divulgazione scientifica, con uno stile vivace e accattivante, diretto sì agli studenti ma che può servire anche da suggerimento ad insegnanti nella scuola superiore.