“Con mente serena nell’animo turbato ”. I filosofi e la Grande Guerra

ABSTRACT

L’irruzione della guerra nel mondo del pensiero è uno di quei fenomenti che hanno la proprietà di trascinare con prepotenza il pensiero stesso di fronte alla vita, strappandolo all’astratto. Per rendersene conto, è sufficiente guardare a come alcuni importanti filosofi si sono comportati nel corso della Grande Guerra, di cui ricorre attualmente il centenario.[1]

E per indagare come essi abbiano calato i propri principi nella realtà delle concrete scelte di campo, e in quale misura gli eventi di quel momento storico abbiano influenzato il loro pensiero, conviene fare riferimento non tanto ai testi teorici di questi autori, quanto alle loro lettere, alle loro memorie e agli scritti di occasione.

Non volendo arrestarmi al livello di una rassegna generica, e non potendo, in questa sede, che prendere in esame soltanto pochi autori fra quelli attivi nel periodo degli eventi bellici, ho pensato di concentrarmi su due “coppie” di pensatori che si prestano particolarmente bene ad alcune considerazioni, non solo per la loro statura, ma anche perché, se da un lato furono legate entrambe da un importante sodalizio intellettuale, dall’altro compirono scelte profondamente divergenti rispetto al conflitto. Si tratta di Benedetto Croce (1866-1952) e Giovanni Gentile (1875-1943), e di Ludwig Wittgenstein (1889-1951) e Bertrand Russell (1872-1970): i primi due, ascrivibili a un inidirizzo idealistico, saranno figure centrali per la cultura del nostro paese nella prima metà del Novecento, mentre Wittgenstein e Russell daranno contributi determinanti all’avvio di una diversa tradizione, quella della cosiddetta filosofia analitica.

 

[1] Questo articolo deriva da un intervento tenuto al convegno “Attraverso le tempeste d’acciaio. Sguardi multidisciplinari sulla Grande Guerra” (Università di Enna “Kore”, 27 marzo 2014).

 

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Leggi l’articolo: Giuliano Gasparri, “Con mente serena nell’animo turbato”. I filosofi e la Grande Guerra, in Scienze e Ricerche n. 51, agosto-settembre 2017, pp. 21-27