Il picnic di Sarah

di Antonio Trincone.

Il professor Carl Djerassi, per chi non avesse mai sentito il suo nome, è stato un chimico austriaco, che ha poi lavorato negli Stati Uniti, portando avanti a partire dal 1950 i suoi famosi studi sulla pillola anticoncezionale. Oltre alla sua fama come chimico organico, negli ultimi anni della sua carriera è stato anche un valente scrittore. In un suo famoso libro[1] scriveva di suo pugno:

I think that the fundamental problem with plays focusing on chemistry is that theatre professionals directors, dramaturges, reviewers are threatened, if not actually terrified by the subject. Chemistry, after all, deals with molecules, not people, and uses the pictography of chemical formuulas and not words.

Infatti ad una semplice ricerca a carattere generale[2] nel giornale scientifico Journal of Chemical Education della American Chemical Society, principalmente devoluto alla divulgazione, risultano solo pochi articoli. Tuttavia, come è noto, l’uso delle storie per l’insegnamento dei principi scientifici e per l’introduzione di concetti nuovi è una tecnica pedagogica di sicuro successo[3].

Il presente articolo riporta lo scheletro di una sceneggiatura per una possibile rappresentazione teatrale che può essere realizzata anche con pochi mezzi e pochi attori ad impersonificare i personaggi, in ambito scolastico. E’ inteso a beneficio degli alunni delle scuole medie superiori o in progetti di collaborazione sempre più numerosi con l’ambito universitario con gli allievi dei primi anni e in progetti di alternanza Scuola-Lavoro con realtà del mondo del teatro. La sceneggiatura, basata sulla presenza di soli sei personaggi diversi, una voce narrante e una voce del radiogiornale, è caratterizzata da un’ambientazione minimale che permette certamente l’agevole messa in opera da parte di piccoli gruppi di alunni.

Il testo della sceneggiatura qui presentato è basato su una storia realmente accaduta in Inghilterra all’inizio del secolo scorso. Un caso non risolto di avvelenamenti basati sull’arsenico. La presenza di un personaggio come il Chimico rappresenta il momento divulgativo, nella fattispecie egli racconta le proprietà dell’arsenico e tanti aneddoti legati alla sostanza in un contesto di una storia a sfondo giallo, inclusi al termine elementi giudiziali-processuali. Sia la parte introduttiva di questo articolo corredata di riferimenti bibliografici che i testi della sceneggiatura del Chimico rappresentano anche utili momenti di approfondimento ad uso degli insegnanti.

Nel 1930 una donna fu accusata di aver messo dell’arsenico in alcuni sandwich al salmone che aveva preparato per lei e per una coppia di suoi amici, William e Annie Thomas, il suo nome era Sarah Hearn. I coniugi amici di Saraha si sentirono male dopo aver mangiato i sandwich e la donna era quella in più brutte condizioni. Mentre stavano superando l’incidente dopo quella brutta esperienza, Sarah Hearn fece loro visita per dare una mano in casa a preparare il pranzo. Due giorni dopo Annie Thomas fu trovata morta.

L’analisi della salma mostrò la presenza di grandi quantità di arsenico.

Intanto Sarah Hearn era scomparsa lasciando un biglietto che portava a pensare ad un suicidio. In realtà aveva cambiato nome e si era trovata un lavoro come cameriera in una contea vicina. Quando si fece il processo la difesa della donna protestò per il rinvenimento dell’arsenico, mostrando che grandi quantità di tale veleno erano presenti nel suolo dove la donna era stata seppellita, ciò aveva potuto contaminare il corpo ed i campioni prelevati dopo la morte. La giuria assolse Sarah Hearn ma restarono tante domande irrisolte. Per esempio, come aveva fatto la donna ad essere certa di non prendere per lei un sandwich avvelenato? E come avrebbe fatto ad aggiungere arsenico (venduto come erbicida colorato in blù) senza che questo colorasse il pane?

Se Annie Thomas era stata assassinata, il colpevole non era stato assicurato alla giustizia.

Una medicina molto in uso nel diciannovesimo secolo era la soluzione di Fowler, un tonico prescritto per il trattamento di varie malattie. La soluzione fu introdotta nella farmacopea inglese nel 1809, inizialmente per il trattamento della malaria. Non aveva sapore, il che la rendeva preferibile al chinino molto amaro che era prescritto di solito. Il numero delle prescrizioni della soluzione di Fowler aumentò insieme alle lamentele per i suoi effetti collaterali. Un ingrediente chiave nella soluzione di Fowler era l’arsenico sottoforma di alcuni sali. Pertanto trovare l’arsenico in una salma dell’epoca vittoriana non era del tutto sorprendente.

Le prove per una accusa di avvelenamento criminale, ipotizzando l’uso di tale sostanza, pertanto non potevano quindi limitarsi ad accertare la causa della morte per arsenico, la cui presenza poteva anche essere casuale. Necessitavano dati su come e quando il veleno era stato somministrato alla vittima. Una delle vittime più famose dell’arsenico è Napoleone Bonaparte. Sembra infatti che sia stato esposto in maniera cronica al veleno nel 1816 come è stato evidenziato dall’analisi per attivazione neutronica[4] dei capelli.

Gli arsenati (AsO43-) che sono una delle forme dei composti dell’arsenico, sono strutturalmente e chimicamente simili ai fosfati (PO43-) e l’organismo non è capace di fare distinzioni. I fosfati sono alla base di molti ruoli vitali in biologia, dalla costituzione delle ossa alla struttura di base della doppia elica del DNA. Queste unità chimiche sono coinvolte nei processi vitali all’interno della cellula. Uno dei più importanti è il trasferimento e la conservazione dell’energia. Mentre in una casa l’elettricità è la forma di energia che usiamo per alimentare i nostri elettrodomestici, nell’organismo l’energia del cibo e dell’ossigeno che respiriamo è usata per la produzione di un composto chimico che è chiamato adenosina trifosfato o ATP. Il trasferimento di unità di fosfato dall’ATP ad altre molecole rende queste ultime più reattive permettendo che le reazioni che devono avvenire siano possibili in condizioni meno drastiche alle quali una cellula vivente sopravvive. I composti dell’arsenico uccidono perché essi sono meno reattivi del fosfato e le reazioni chimiche che dovrebbero svolgersi in condizioni più drastiche per loro, sono conseguentemente arrestate provocando gravi danni.
Il caso di Sarah Hearn è stato certamente a conoscenza di Agatha Christie che se ne è servita insieme a tanti altri casi di cronaca, per trarre ispirazione per le trame dei suoi libri. In realtà l’arsenico quale veleno diretto e causa di morti nelle sue trame è presente solo in poche storie della regina del giallo. Soltanto otto personaggi in quattro romanzi e in quattro racconti sono fatti morire usando questo famoso veleno; peraltro qualcuno viene liquidato soltanto con una breve descrizione dei sintomi, un pò dietro le quinte. Tale numero è una piccola frazione dei personaggi, più di trecento, che la regina del giallo ha ucciso nella sua carriera. Ad ogni modo in molti dei suoi libri c’è almeno menzione della sostanza e la conoscenza approfondita degli effetti dell’arsenico posseduta dalla scrittrice ben si comprende, anche se in queste storie la citazione può essere fuggevole e poco approfondita. Nel 1939 il romanzo “Murder is easy”, “E’ troppo facile” in italiano, racconta di un omicidio dovuto all’arsenico con parecchi dettagli sui sintomi e un’ampia descrizione sui modi in cui l’arsenico può essere somministrato. La trama è tipica delle ambientazioni dei gialli di Agatha Christie con molti omicidi in quei quieti e tipicamente insospettabili villaggi inglesi. Quando Agatha Christie cominciò a scrivere, i composti dell’arsenico potevano essere recuperati con estrema facilità oltre che nei medicinali, i cosiddetti tonici, anche nei pesticidi e diserbanti.

L’arsenico comunque stava per tramontare nella prima metà del ventesimo secolo poiché stavano nascendo alternative per i veleni per topi e per gli erbicidi. Taluni usi specialistici ancora oggi sopravvivono e c’è un solo uso medico del triossido di arsenico per il trattamento della leucemia promielocitica, trattamento che non è senza rischio di avvelenamento.

PERSONAGGI

Alice, è la moglie di William. I due sono una coppia di vicini di Sarah che si affezionerà sempre di più alla donna, specialmente dopo la morte di sua sorella Minnie che lascerà Sarah completamente sola al mondo. William e Alice, due agricoltori, erano già sposati da venti anni e si erano trasferiti a Trenhorne un piccolo borgo in quella zona, vicino Lewannick, dal 1928.

Sarah, Sarah Ann Hearn era nata nel 1895 a Middle Rasen nel Lincolnshire. Suo padre Robert era un giardiniere che aveva sposato Betsy Everard. Sarah dichiarò di essere stata sposata nel 1919 ad un medico di Sheffield il dr. Hearn che morì solo pochi giorni dopo il matrimonio. Il fatto, in seguito investigato dal Daily Sketch, si rivelò privo di ogni fondamento facendo sorgere sospetti sulla salute mentale della donna.

William, è il marito di Alice. Nel 1928 Sarah si arrangiava cucinando torte a domicilio ma navigava in cattive acque dal punto di vista finanziario. William Thomas le fece un prestito di 38 sterline.

Chimico, è il personaggio divulgatore, nella fattispecie racconta le proprietà dell’arsenico e tanti aneddoti legati alla sostanza.

Cecil Powell, architetto che viveva a Brooksby House vicino a Torquay; offrì un posto da cameriera a Sarah nonostante avesse avuto qualche sospetto della somiglianza della donna con la ricercata Sarah. Impietosito dalla donna durante il processo l’architetto le fece dono di cinquecento sterline che consentirono a Sarah di arruolare per la sua difesa uno dei migliori avvocati dell’epoca.

Birkett, Norman Birkett K.C. Uno dei migliori avvocati in Inghilterra all’epoca del processo a Sarah.

 

SCENEGGIATURA

 

 

PROLOGO

Sigla: musica al buio per circa 1 minuto. Poi si abbassa di poco il volume.

Appare Sarah Ann Hearn in scena illuminata nel buio da un solo riflettore. La musica si estingue del tutto.

Voce narrante: Pochi picnic sono finiti così male come quello di Sarah Ann Hearn. E così misteriosamente.

Sarah era una ragazza triste, una di quelle persone che ti suscita un pò di pena quando la guardi anche se non ne conosci bene le ragioni. Aveva tutta l’aria di una zitella, anche se era la vedova del Dr. Hearn, e pochi amici e una vita quasi priva di ogni interesse. Con la sorella Minnie si era trasferita a Lewannick per assistere una vecchia zia che cinque anni dopo se ne era andata. Quattro anni ancora più tardi nel luglio del 1930 anche Minnie la lasciò e Sarah restò completamente sola al mondo, in questo remoto angolo della Cornovaglia.

Musica con aggiunta di versi di gabbiani per circa 1 minuto. La coppia William e Alice Thomas viene illuminata in scena da un solo riflettore. La musica rimane in sottofondo.

Voce narrante: William e Alice Thomas sono i vicini di Sarah. La trattano come una figlia soprattutto dopo la morte di Minnie della scorsa estate, alleviando un pò la sua solitudine.

Cambiano le luci illuminando ora tutta la scena e si abbassa la musica di sottofondo fino a scomparire.

La scena prende vita, i tre attori sono a casa della coppia.

 

SCENA 1

 

Alice: Allora domani è il grande giorno, partiamo presto eh!? Ho intenzione di portarvi fino a Bude, faremo una bella passeggiata sul lungomare.

Sarah: Si, preparo i sandwich. Anche se siamo quasi a metà ottobre, un pò fuori stagione, la zona è sempre così cara! Salmone in scatola e insalata russa preparata da me!

Alice rivolta al marito: Guiderò io, William, mentre tu ti farai scarrozzare da queste due donzelle.

William (tono sornione): mi chiedo se riuscirò a riposare seduto dietro o farete solo incattivire la mia ulcera?

Le luci si abbassano fino al buio. Musica per 1 minuto: la scena è spostata in avanti. E’ trascorsa una settimana dalla gita.

 

SCENA 2

Siamo di nuovo a casa della coppia, è arrivata la mamma di Alice in visita alla figlia malata. Sarah sta aiutando in casa da un paio di giorni. Alice, che dorme di sopra, oggi si sente un pochino meglio ed è scesa a mangiare. Siamo al dopocena, i 3 personaggi sono in casa. La mamma non è nella stanza. William ha una pillola in mano, sta dando un’aspirina alla moglie Alice.

Sarah: Il Dr. Saunders l’aveva detto anche la settimana scorsa, non si possono dimenticare le pillole. Certo possono finire, perciò ho portato le mie. Ma questi malanni sono lunghi e fastidiosi e dopo la nostra gita non hanno concesso più tregua a nessuno. Come diceva il dottore? Ptomaine? William, la tua secchezza alla bocca ti passò subito dopo quei due bicchierini al pub, ma le banane che comprasti per Alice la sera della gita non servirono a molto. Per questo stasera non ho esagerato con la carne e la cena è stata quasi vegetariana! Ma domani farò qualcosa di più sostanzioso, così Alice potrà ritornare ad essere dei nostri.

William rivolto alla moglie Alice: Cara prendi l’aspirina di Sarah, le nostre erano finite, poi ti accompagno di sopra; tua mamma avrà rimesso a posto la stanza.

William e Alice si allontanano lasciando in scena solo Sarah indaffarata in attività casalinghe.

Musica per 1 minuto le luci si abbassano e la scena si estingue su un vocìo di persone che parlano in maniera confusa che sostituisce gradualmente la musica; in lontananza, la voce di un radiogiornale che sta riportando le notizie della morte di Alice in sottofondo, aumenta di volume diventando a mano a mano più distinta:

Voce del radiogiornale: Certamente non era salmone andato a male! Pesce all’arsenico? Alti livelli di veleno trovati negli organi della vittima. Povera Alice! All’ospedale è arrivata già morta. La donna è stata avvelenata con l’arsenico; i sospetti sono ricaduti sui sandwich della sua amica Sarah.

Alla fine del radiogiornale, il vocìo si estingue e la luce si riaccende in scena Chimico.

Chimico: L’arsenico è il quattordicesimo elemento più comune sulla crosta terrestre; esso si ritrova però sottoforma dei suoi composti più che come elemento puro. Il termine arsenico è diventato quasi sinonimo di veleno e si può affermare che è quasi uno standard negli avvelenamenti criminali. L’arsenico ha una lunga ed illustre storia che va dall’antica Grecia fino ai giorni nostri. È il veleno che la maggior parte delle persone associa ad Agatha Christie.

L’arsenico deve il suo nome alla parola persiana zarnik che significa orpimento giallo, che è un composto colorato brillante dell’arsenico e dello zolfo. La parola zarnik poi è stata tradotta in arsenikos, in greco, che significa maschile o potente prima di arrivare al termine moderno di arsenico. Fu isolato per la prima volta nel XIII secolo e fu ritenuto un metalloide. Il composto più famoso dell’arsenico è l’arsenico bianco o triossido di arsenico (As2O3). Sono velenosi anche altri composti dell’elemento. Nella sua forma elementare l’arsenico è molto meno tossico del triossido di arsenico perché non viene assorbito dall’organismo.

Come veleno l’arsenico ha due vantaggi: non ha sapore, che potrebbe servire a mettere in allarme la vittima, inoltre i sintomi dell’avvelenamento somigliano al colera o alla dissenteria, malattie che sono state molto comuni nelle epoche passate. In più l’arsenico bianco è una polvere molto simile allo zucchero o alla farina grezza e questo ha provocato tragici eventi. L’adulterazione dei cibi era una pratica abbastanza diffusa nell’Inghilterra vittoriana. I pasticcieri aggiungevano sostanze inerti come gesso o stucco in polvere per ingrandire le proprie torte risparmiando sullo zucchero. Nel 1858 uno di essi prese una confezione di sostanza inerte e aggiunse quella polvere ai propri dolci. Sfortunatamente la confezione conteneva arsenico bianco e quando qualcuno mangiò quei dolci presto si comprese presto l’errore.

Durante la Rivoluzione Industriale c’era una grossa domanda di tutti i metalli e dei metodi per la loro estrazione dal minerale grezzo che era spesso contaminato con l’arsenico. Per estrarre i metalli voluti il minerale veniva fuso così che l’arsenico poteva reagire con l’ossigeno formando il triossido di arsenico. Tale composto condensava nei camini come solido bianco; doveva essere continuamente rimosso per permettere l’areazione delle fornaci. In un contesto economico di aumento del profitto, come spesso capita, tali sottoprodotti erano opportunamente riciclati per cui l’arsenico poteva essere venduto come veleno per i ratti, le cimici, gli scarafaggi o altri vermi infestanti le case e gli uomini. I prezzi dell’arsenico crollarono e presto tutti potevano procurarsi tanto arsenico da poter far fuori tutti i parenti e gli amici.

Gli industriali del XVIII secolo avevano trovato anche altri utilizzi per la crescente quantità di arsenico che proveniva dalle loro lavorazioni dei metalli, oltre al veleno per i topi. Alcuni composti dell’arsenico hanno un colore brillante e furono largamente usati come pigmenti. È il caso proprio dell’orpimento giallo (As2S3) e del realgar (AsS) un minerale rosso rubino. Nel 1775 anche il verde di Scheele (CuHAsO3), inventato dal chimico Carl Wilhelm Scheele, si aggiunse alla lista dei pigmenti all’arsenico. Questi composti fecero fare grossi passi avanti rispetto ai pigmenti vegetali che erano stati usati in precedenza: i loro colori erano molto più stabili, erano economici e si preparavano facilmente. La grande popolarità dei colori rosso e verde dell’epoca vittoriana è dovuta all’arsenico usato proprio dappertutto: dai muri agli abiti, dai giocattoli al cibo, anche nelle glasse delle torte.

Le luci si oscurano. Musica per 1 minuto. La scena è spostata in avanti nel tempo, la moglie di William è morta. I due personaggi sono in casa.

 

SCENA 3

William (rivolto a Sarah): Lascia perdere le voci Sarah, non sai la gente come è? E non te la prendere per gli sguardi del fratello di Alice al funerale e le sue frecciatine sui sandwich al salmone. Lo so, sarà un pò dura ma devi farti forza e sarai qui con me fino a quando vorrai.

William accarezza Sarah sui capelli ma lei si ritrae molto nervosa.

Sarah (molto agitata, gridando e muovendosi in scena): Non ce la faccio, non sopporto più queste voci! Mi hanno reso la vita un inferno. Prima o poi scomparirò.

Musica per 1 minuto e la scena si chiude al buio.

 

SCENA 4

La scena si riapre su William da solo nella stanza una settimana dopo che legge la lettera di Sarah da un villaggio vicino.

William (tiene la lettera in mano mentre la voce di Sarah recita il contenuto della lettera): Caro William ti scrivo da Looe per non farti preoccupare. “Sono innocente, sono innocente. La vita così non vale più la pena di essere vissuta.”

Musica per 1 minuto e la scena si chiude al buio.

Voce del radiogiornale, dal silenzio: Il cappotto di Sarah, l’amica di Alice, è stato trovato sulle colline vicino Looe. Alcuni pensano che la donna si sia suicidata. Ma un pescatore ha avvertito la polizia che se la donna si fosse lanciata da quel dirupo il suo corpo sarebbe finito sulla spiaggia. La donna è di corporatura… (come l’attrice)…. e la sua foto è stata diramata in ogni distretto della contea. Gli inquirenti stanno anche investigando sulla morte della zia e della sorella della donna: i sintomi prima della loro scomparsa erano molto simili a quelli che hanno condotto alla morte la povera Alice.

 

SCENA 5

Le luci si riaprono illuminando una figura maschile in scena, Cecil Powell.

Voce narrante: Cecil Powell a Torquay ha assunto la signora Faithful come cuoca…

Le luci illuminano Sarah in scena nei panni di una cuoca

Voce narrante: …ed è molto contento.

Le luci su Sarah si estinguono e la scena si riapre su Cecil Powell al telefono nella sua casa a Torquay, parla con un avvocato.

Cecil Powell: Avvocato, io sono convinto che la mia cuoca la signora Faithful, cioè Sarah, sia del tutto innocente. Ha già spiegato alla polizia che si sentiva braccata dopo la morte della sua amica Alice; è arrivata a Looe con l’intenzione di suicidarsi ma poi si è decisa a riprendere la sua vita ed è arrivata da me a Torquay. Anche il nostro chimico forense è dell’opinione che non c’è nessuna prova sulla presenza di arsenico nei sandwich della gita e il primo malanno di Alice è stato certamente dovuto alle (tentenna cercando la parola con un gesto della mano)…ptomaine, non avevo mai sentito questa parola, insomma una semplice intossicazione alimentare. Ovviamente sul fatto che l’effettiva morte, la settimana successiva, sia stata causata dall’arsenico come hanno detto le analisi dei medici, non c’è alcun dubbio, ma non c’è nessuna relazione tra questo e Sarah. Non si sa come questo sia potuto accadere. Sulle morti della zia e di sua sorella poi, non si può dire molto. A giugno al processo spero che le cose vadano per il meglio.

Le luci si estinguono e la scena si chiude. Musica per 1 minuto.

 

SCENA 6

 

La scena si riapre in sede processuale con l’avvocato Birkett illuminato da solo, che sta parlando al giudice durante la sua arringa.

Birkett: …e veniamo alla morte della povera Minnie, la sorella di Sarah. Vostro onore dalle nostre analisi abbiamo scoperto che il suolo della Cornovaglia è ricco di arsenico che ha potuto impregnare la salma ciò ha condotto ad analisi falsificate.

Per quanto riguarda i sandwich vorrei procedere ad un esperimento se questa corte acconsente.

Sulla scena viene illuminato anche un tavolo. L’avvocato si dirige verso il tavolo con sopra due sandwich sui quali l’avvocato pone un colorante blù mentre parla.

Birkett: L’accusa ci ha indicato che la causa della morte di Alice fosse l’erbicida che Sarah avrebbe usato per avvelenare i sandwich. Vostro onore lo sto facendo anche io in questo momento e guardate: nessun avvelenatore si sognerebbe di adottare un metodo così evidente e nessuna vittima mangerebbe dei sandwich di colore blù!

L’avvocato si allontana dal tavolo.

Sulla richiesta di ammettere il diario di Minnie come prova processuale sono felice che questa corte non abbia accettato tale richiesta dell’accusa. Le medicine provocano effetti collaterali e l’immaginazione dei malati a volte può portare a fantasie pericolose; i farmaci che Sarah dava a sua sorella erano per curare la sua malattia.

Per quanto riguarda poi la zia della mia assistita, la povera donna era inferma, vostro onore, già da molto tempo ed è certamente vero che Sarah era l’ereditiera della zia ma allora perché avrebbe dovuto uccidere la sorella?

Infine per quanto alla presunta relazione tra Sarah e William, l’accusa si basa solo su voci malevoli senza nessun riscontro vostro onore.

La scena si chiude. Musica per 1 minuto.

La scena si riapre illuminando il Chimico sulla scena.

Chimico: Intorno agli anni Cinquanta l’arsenico non era più usato nemmeno nei tonici a piccole dosi poiché gli effetti erano stati giudicati non prevedibili e controllabili. Procurarsi l’arsenico negli anni Trenta era più difficile in Inghilterra rispetto a cinquanta o anche solo venti anni prima, ma non impossibile. Mezzo grammo circa di diserbante conteneva abbastanza arsenico per uccidere due o tre persone. Nel 1851 entrò in vigore la legge sull’arsenico per regolare e controllare e la vendita. Tale legge rese obbligatoria la compilazione di un registro delle vendite con il nome dell’acquirente, la quantità acquistata ed il motivo per cui doveva essere usata. La legge prevedeva che l’arsenico usato per scopi medici ed agricoli venisse colorato con la fuliggine o col blu indaco per ridurre il rischio di tragici errori.

L’arsenico si lega fortemente agli atomi di zolfo presenti nel corpo umano in molte biomolecole, particolarmente nei capelli. Ciò rappresenta una sorta di registrazione dell’esposizione all’elemento nel tempo di vita del capello stesso poiché solo dopo qualche ora dall’ingestione lo si ritrova già nella radice. Come il capello cresce, l’arsenico resta fissato nella sua posizione. I capelli crescono regolarmente di circa un centimetro al mese ed in questo modo si può risalire alla sequenza temporale dell’esposizione all’arsenico facendo un’analisi su varie porzioni del capello stesso. I capelli di una salma sepolta però possono facilmente assorbire arsenico proprio come una spugna e conservarlo, facendo così apparire più alta la concentrazione dell’elemento rispetto alle altre parti del corpo. Durante le autopsie quindi deve essere posta particolare attenzione ai capelli della vittima che non devono venire in contatto con altri fluidi contenenti arsenico perché in tal caso la concentrazione di tale sostanza aumenta artificialmente dando l’impressione di un’esposizione all’elemento di lunga durata. Nel caso di salme esumate deve essere posta particolare cura quando si toglie il corpo dal terreno e devono essere raccolti campioni di suolo della zona intorno per le analisi di confronto.

La scena si chiude al buio e parte la musica in sottofondo simile a quella iniziale per l’epilogo.

Voce narrante: Alla fine del processo la giuria dichiarò Sarah innocente, i membri erano tutti composti da persone di altre città dell’intorno e non furono influenzati dalle voci che giravano in paese. Fosse stato per i locali tutti sarebbero stati d’accordo a condannare Sarah all’impiccagione. Sarah fu assolta anche dalle accuse riguardanti le morti della sorella e della zia. Non si seppe più nulla di lei dopo il processo. E non si è mai saputo chi ha potuto avvelenare Alice, il caso non è mai stato risolto.

Delle tre persone presenti al picnic di Sarah, esclusa Alice, resta il vedovo William. Una delle teorie avanzate negli anni a seguire è stato proprio quella che vede l’uomo colpevole del crimine. Alcune voci raccolte nel paese dagli storici dopo il processo, raccontano che l’uomo volesse sbarazzarsi della moglie per fare posto nella sua vita a una donna che non era Sarah ma una certa signora Tucker ma di questa donna e della sua eventuale relazione con William non si è mai potuto appurare nulla. Ma se è stato William ad uccidere la moglie, chi ha mai potuto avvelenare Minnie e la zia? Tutte queste voci resero William un recluso per tutta la sua vita a seguire fino alla fine della sua esistenza nel 1949.

 

Leggi l’articolo: Antonio Trincone, Il picnic di Sarah,  in Scienze e Ricerche Magazine, supplemento a Scienze e Ricerche, novembre-dicembre 2017, pp. 18-23