Oggetti e Sistemi per l’Abitare e la Protezione dagli Eventi Sismici

Il contributo del Design nella creazione di Safety Cell Ibride diffuse negli ambienti domestici.

 

1. SISMICITÀ E ANTISISMICITÀ

 

Gli effetti di un sisma sono legati ad un numero enorme di variabili, non esclusivamente legate alla morfologia delle faglie, alla conformazione del terreno o alle caratteristiche naturali.

Come è noto, prime tra tutte queste variabili ci sono quelle legate alla mancanza di una concreta prevedibilità dell’evento: mancano cioè i proverbiali “dove”, “quando” e “quanto”.

Al di là della classificazione sismica e del concetto più o meno generico di “Zona sismica”, identificata in realtà principalmente dalla statistica e dalla frequenza dei terremoti che si sono verificati nel tempo, non vi sono molti altri dati utili a prevedere un terremoto con una ragionevole approssimazione.

È per questo motivo che negli anni si sono sviluppati dei sistemi costruttivi per tentare di arginare il problema.

È chiaro che i sistemi di prevenzione sono legati principalmente ad un edilizia consapevole e ad una progettazione regolamentata (anche dal buon senso), ma quando parliamo di normative antisismiche parliamo di “un insieme di criteri per costruire una struttura in modo da ridurre la sua tendenza a subire un danno, in seguito ad un evento sismico”.

È quindi logico supporre che sia più semplice parlare di “applicazione delle norme antisismiche” quando ci si trova di fronte alla costruzione di un edificio “ex novo”, ma c’è modo di intervenire anche su edifici esistenti per la cosiddetta “messa in sicurezza”.

Si tratta di interventi utili e necessari ma comunque di interventi (costosi) su strutture spesso datate e non progettate per essere sottoposte alle sollecitazioni di una scossa sismica.
1.1 CHE MARGINI DI SICUREZZA OFFRE TUTTO QUESTO?

 

E’ dimostrato che una corretta normativa antisismica può fare la differenza e la tecnologia sta facendo passi da gigante.

L’ingegner Massimo Forni, Responsabile dell’Unità Tecnica Ingegneria Sismica dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, in un intervista di Nicola Grolla (per “linkiesta.it” – 26 Agosto 2016), ricorda che si definisce antisismico “quell’edificio che, durante un terremoto, può danneggiarsi così tanto da rischiare il crollo ma riesce a resistere tanto da permettere agli occupanti di mettersi in salvo”, il che non coincide con la certezza che l’edificio sopravviva all’evento… e ad onor del vero, neanche che lo facciano i suddetti occupanti.

Sull’onda di queste considerazioni, e sulla falsa riga di quello che è successo negli ultimi trent’anni nel campo della prevenzione e salvaguardia dagli incendi, si stanno sviluppando sistemi di protezione, che servano a coadiuvare le soluzioni antisismiche implementate nel campo dell’edilizia.

In generale parliamo di protezione “attiva” riferendoci tutti quei dispositivi, “sistemi”, soluzioni che si attivano prima o durante l’evento per mezzo dell’intervento umano.

Nel caso della prevenzione dagli incendi, potremmo definire un dispositivo “attivo” il semplice estintore.

Al contrario si parla di dispositivi di protezione “passiva” per tutti quei dispositivi che al presentarsi dell’evento si attivano automaticamente (ad esempio i sistemi antincendio attivati dai rilevatori di fumo).

Anche nel campo della prevenzione dal sisma la tecnologia sta facendo passi da gigante. Si tratta principalmente di sistemi allarme per la protezione “di massa”, ma da qualche anno l’idea di realizzare soluzioni che favoriscano la sopravvivenza individuale a seguito di un evento sismico si stanno moltiplicando.

È di questo che ci occuperemo in queste righe, partendo dalla casistica e da valori anche semplicemente empirici, per arrivare allo stretto rapporto tra arredo e sisma.
1.2 LOCALISMI: TIPICITÀ ITALIANA

 

Crediamo che per completare il quadro generale sia opportuno aggiungere che le caratteristiche storico-culturali della zona colpita dal sisma sono un altro tassello cardine da aggiungere al nostro mosaico.

Se ragioniamo ad esempio con i criteri orientali (prendiamo ad esempio il Giappone) oppure con quelli della west coast degli Stati Uniti (la California da anni si prepara al “Big One”), dove il rinnovo dell’edilizia è continuo e il concetto di “antisismico” è ormai più una sfida tecnologica, ci risulta “naturale” progettare palazzi con standard costruttivi all’avanguardia.

Ma che dire dell’Italia? Al di là delle sterili polemiche, c’è una realtà molto complessa nel panorama edilizio italiano.

Nonostante il “Bel paese” sia una Zona sismica “consolidata” ad oggi, secondo alcuni studi, solo il 27% degli edifici sono stati costruiti o messi in sicurezza con criteri antisismici.

È infatti noto che molte costruzioni, soprattutto quelle della zona appenninica, sono da considerarsi “storiche” più che banalmente “datate”.

Tutto questo, unito all’età media della popolazione (con tutto ciò che questo porta con sé), il nostro mosaico nell’insieme presenta una situazione quantomeno “difficile”….

(…segue…)
Leggi l’articolo: Andrea Lupacchini, Oggetti e Sistemi per l’Abitare e la Protezione dagli Eventi Sismici, in Scienze e Ricerche Magazine, supplemento a Scienze e Ricerche, novembre-dicembre 2017, pp. 5-15