Dall’Università di Trieste  nuove ipotesi dul rapporto tra microbioma e infertilità femminile idiopatica

Una ricerca pubblicata sul Journal of Cellular Physiology pone le basi per una maggiore comprensione del rapporto tra microbioma e infertilità femminile idiopatica o sine causa. La conoscenza approfondita del profilo microbico apre la strada per interventi terapeutici personalizzati.

Lo studio, frutto della collaborazione di un team di ricercatori dell’IRCCS Burlo Garofalo -Università degli Studi di Trieste e svolto presso il laboratorio di Diagnostica Avanzata Microbiologica Traslazionale dell’IRCCS, pone le basi per una maggiore comprensione del rapporto tra microbioma e infertilità femminile idiopatica o sine causa.

Il mantenimento dell’equilibro del microbioma vaginale costitutivo sembra rappresenti uno dei tasselli fondamentali all’interno del complesso mondo della fertilità femminile. È altresì noto come l’alterazione del profilo microbico vaginale comporti l’instaurarsi di processi patogenetici come la vaginosi batterica e aumenti il rischio di acquisizione di infezioni a trasmissione sessuale.

Grazie alle tecniche di next generation sequencing, questo studio dimostra, per la prima volta, che nelle donne infertili sine causa si assiste a un marcato disequilibrio tra le specie batteriche colonizzatrici della mucosa vaginale con funzione di mantenimento dello stato fisiologico e, quindi, di salute riproduttiva della donna, e a una concomitante azione sinergica di specifici batteri anaerobi usualmente non residenti.

La conoscenza approfondita del profilo microbico con tecniche di ultima generazione sembra rappresentare un elemento importante nella determinazione della precisa causa dell’infertilità femminile senza ricadere nella vaga nozione di “infertilità idiopatica” e apre la strada per interventi terapeutici personalizzati atti al ripristino di un habitat vaginale ottimale.

La ricerca è stata finanziata dal Ministero della Ricerca Italiano.

(Fonte: Università degli Studi di Trieste)