Alimentazione, integrazione e doping

Filomena Mazzeo & Stefania Santamaria.

A partire dagli ultimi decenni dello scorso millennio si è evidenziato un crescente interesse, a livello mondiale, per il tema della salute. La promozione della salute, che interessa la collettività, di fatto, passa per una buona alimentazione e uno stile di vita adeguato volto al raggiungimento del “benessere”. Una dieta adeguata e varia assicura, in circostanze normali, tutti i micro e macro-nutrienti di cui il corpo umano necessita. Inoltre, numerose sono le fonti che sottolineano come un adeguato regime alimentare prima, durante e dopo l’allenamento e la gara possa migliorare la prestazione. Ciò significa che è importante selezionare adeguatamente gli alimenti e le bevande nonché i momenti in cui essi devono essere assunti.

Nonostante ciò, l’evoluzione degli stili di vita, la dieta proteica, vegetariana, vegana ed una cultura dell’additività e la pressione degli stakeholders sportivi hanno portato ad un notevole incremento del consumo di integratori nella convinzione che essi possano migliorare notevolmente la perfomance fisica.

Purtroppo, l’uso errato e l’abuso delle predette sostanze rappresenta un serio problema di salute nonché di liceità sportiva perché non sempre gli integratori sono sottoposti a rigidi controlli e a volte possono celare sostanze dopanti presenti nella lista dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) che annualmente viene aggiornata in base alle scoperte scientifiche che determinano la comparsa di nuovi principi attivi sulla lista.

A tutelare il consumatore finale, interviene la normativa comunitaria la quale attraverso varie direttive, tra cui la 2002/46/CE, cerca di imporre una legislazione omogenea nei vari Stati membri dell’Unione.

Introduzione

Gli alimenti apportano, da una parte, il combustibile necessario per la produzione di energia e, dall’altra, il materiale indispensabile per la crescita.

La nutrizione, pertanto, assicura all’organismo l’energia necessaria per lo svolgimento di ogni attività vitale (funzione energetica); fornisce tutte le sostanze indispensabili all’accrescimento, al ripristino e al mantenimento dell’integrità strutturale dell’organismo (funzione plastica); apporta sostanze regolatrici di tutte le complesse reazioni biochimiche (funzione regolatrice) (Mazzeo F, Motti L, 2013).

Il legame sport, alimentazione ed integrazione da sempre è molto forte e nello sport una buona “supplementazione” accompagna troppo spesso però l’idea che essa possa migliorare la prestazione fisica di un atleta. Pertanto, accanto ad uno strutturato regime di allenamento e di recupero, elemento chiave per la vittoria vi è un altrettanto ottimo regime alimentare che può compensare il dispendio energetico prodotto dall’attività fisica (Mazzeo F, Monda M, Messina M, Santamaria S, 2016).

Fin dai tempi più antichi, agli atleti venivano somministrati vari cibi e/o bevande per implementare la propria performance. Vari documenti storici testimoniano che alcuni medici consigliavano per i saltatori carne di capra, per i corridori carne di toro, per i lottatori ed i gladiatori carne di maiale, mentre altri suggerivano di bere poco e mangiare poca carne in allenamento e di non abbondare in pane e in farinacei. Gli atleti delle prime Olimpiadi seguivano diete prevalentemente vegetariane, a base di cereali, fichi secchi, miele, frutta cotta e formaggio (Santamaria S, Ascione A, Tafuri D, Mazzeo F, 2015).

Oggi si è arrivati alla conclusione che l’alimentazione di uno sportivo non deve discostarsi molto dai corretti canoni alimentari degli individui sedentari, se non per ciò che riguarda la maggior quantità di calorie che vengono naturalmente spese in ragione del differente stile di vita.

La sempre crescente richiesta di risultati e di profitti da parte degli stakeholder sportivi spinge spesso gli atleti a fare un uso eccessivo di integratori al fine di implementare la propria prestazione fisica.

La natura dell’azione di qualsiasi sussidio ergogeno si può esplicare mediante:

- un’azione diretta della fibra muscolare;

- la neutralizzazione dei prodotti della fatica;

- la fornitura di substrati energetici necessari per la contrazione muscolare;

- un’influenza sul cuore e sul sistema cardiovascolare;

- un’influenza sul sistema respiratorio;

- un ritardo dell’inizio della fatica o della sua percezione;

- la neutralizzazione degli effetti inibitori del sistema nervoso centrale sulla contrazione muscolare e su altre funzioni.

Purtroppo, l’uso errato e l’abuso delle predette sostanze rappresenta un serio problema di salute, nonchè di liceità sportiva perché non sempre i sussidi ergogeni sono sottoposti a rigidi controlli e possono anche celare sostanze dopanti presenti nella lista WADA (Santamaria S, Ascione A, Tafuri D, Mazzeo F, 2015).

Alla luce di quanto detto, il fenomeno doping ha un certo rilievo in ambito alimentare perché un atleta può assumere :

-involontariamente cibo contaminato (carne proveniente da animali trattati con ormoni);

-ingerire integratori alimentari che non rispettano le norme  UE;

-integratori accidentalmente contaminati in fase di produzione;

-prodotti che contengono sostanze stimolanti consentite nei paesi d’origine.

Nelle gare agonistiche, però, l’uso di qualsiasi sostanza farmacologica proibita dalla WADA è consentita solo per ragioni mediche e solo in virtù di una esenzione a fini terapeutici e pertanto documentata dal medico. Il codice anti-doping stabilisce le sanzioni cui vanno incontro gli atleti trasgressori, ed è promotore di campagne informative sui rischi alla salute legati all’assunzione di farmaci senza un reale scopo terapeutico.

Gli elementi base dell’alimentazione

Per alimento si intende qualsiasi sostanza introdotta nell’organismo che regola le normali attività fisiologiche, per riparare e ricostituire le perdite di materia che si verificano durante l’attività motoria e per accrescere – se necessario – la sua massa muscolare (Suzic Lazic J, Dikic N, Radivojevic N, 2011)

Numerose sono le fonti che sottolineano come un adeguato regime alimentare prima, durante e dopo l’allenamento e la gara, possa migliorare la prestazione. Ciò significa che è importante selezionare adeguatamente gli alimenti e le bevande nonché i tempi in cui essi devono essere assunti (Santamaria S, Ascione A, Tafuri D, Mazzeo F, 2015).

La nutrizione costituisce il fondamento per la prestazione fisica fornendo il carburante per il lavoro biologico e per l’estrazione e l’utilizzo del potenziale energetico contenuto negli alimenti (Suzic Lazic J, Dikic N, Radivojevic N, 2011).

I principi nutritivi vengono classificati in: macro- e micronutrienti. I macronutrienti sono sostanze necessarie per la produzione di energia e per fornire materiale plastico per la crescita e la rigenerazione del corpo e sono rappresentati da proteine, carboidrati e lipidi. I micronutrienti sono sostanze nutritive che devono essere necessariamente assunte anche in piccole quantità dall’organismo in quanto sono indispensabili ai fini del metabolismo e si suddividono in vitamine e sali minerali (Sousa M, Fernandes MJ, Moreira P, Teixeira VH 2013).

Le proteine sono localizzate soprattutto nei muscoli e nelle ossa e sono costituite da unità elementari, gli aminoacidi, i quali hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo e nel funzionamento di tutti gli organi e tessuti e vengono suddivisi in essenziali e non essenziali. I primi non possono essere sintetizzati dal nostro organismo e devono essere introdotti attraverso gli alimenti mentre i secondi possono essere sintetizzati dal nostro organismo in quantità adeguate.

Le proteine svolgono numerose funzioni tra cui: regolano molti processi dell’organismo, grazie alla produzione di enzimi ed ormoni; formano e rigenerano nuovi tessuti, permettendo di crescere e mantenere le strutture del corpo; producono energia; trasportano i nutrienti ed altre sostanze nel sangue; svolgono la funzione di difesa dagli agenti esterni e di difesa immunitaria (Bianco A, Mammina C, Paoli A, 2011).

I carboidrati, definiti anche glucidi, hanno la funzione principale di produrre energia e provengono dal mondo vegetale, eccetto il lattosio. Vengono divisi, a seconda del numero di zuccheri semplici che fanno parte della molecola, nei seguenti gruppi: monosaccaridi (ad esempio glucosio e fruttosio), disaccaridi (ad esempio maltosio, lattosio e saccarosio), oligosaccaridi e poligosaccaridi (gli amidi, il glicogeno e la fibra). Essi sono un’importante fonte energetica, attivano il metabolismo lipidico. Inoltre, un loro adeguato apporto, consente di limitare il consumo di proteine, grazie alla glucogenesi. Infine il glucosio ematico viene utilizzato per il buon funzionamento del sistema nervoso centrale (Vernec A, Stear SJ, Burke LM, 2013).

I lipidi, hanno la caratteristica di produrre molta energia e vengono identificati sulla base delle loro proprietà comuni di solubilità in acqua o in altri solventi.

Dal punto di vista nutrizionale si dividono in:

- lipidi di deposito (98%), con funzione energetica (trigliceridi);

- lipidi cellulari (2%), con funzione strutturale (fosfolipidi, glicolipidi, colesterolo

Generalmente, i lipidi di origine vegetale sono più ricchi di acidi grassi insaturi considerati protettivi per la salute, mentre quelli di origine animale, cosiddetti saturi, vengono considerati potenzialmente nocivi.

I lipidi sono in grado di sviluppare grandi quantità di energia. Il grasso sottocutaneo, inoltre, isola e protegge gli organi vitali da agenti esterni nonché da traumi rappresentando una barriera tra l’organo e la cute (Vernec A, Stear SJ, Burke LM, 2013).

Le vitamine sono micronutrienti che non forniscono energia né incrementano la massa corporea e, salvo la vitamina D, devono essere introdotte nell’organismo con la dieta in quanto lo stesso non è in grado di sintetizzarle. Quelle attualmente conosciute sono 13 e sono classificabili in liposolubili ed idrosolubili, a seconda della loro solubilità nei grassi o nei fluidi corporei.

Le prime, tra cui rientrano la A, la D, la E e la K, hanno la capacità di accumularsi nei tessuti e per tale motivo non è necessaria la loro assunzione quotidiana.

Contrariamente, le seconde, quelle del gruppo B e la vitamina C, necessitano di assunzione costante onde non incorrere in una insufficienza vitaminica.

Sebbene, come detto, non forniscono energia, le vitamine sono in grado di ricavarne dagli alimenti assunti. Inoltre, regolano i processi di sintesi dei tessuti e contribuiscono alla protezione della membrana cellulare (Krumbach, CJ, Ellis, DR., Driskell, JA, 1999).

I sali minerali sono composti inorganici che si trovano in natura e, parimenti alle vitamine, non vengono sintetizzati dall’organismo e, pertanto, si necessita la loro assunzione mediante alimenti o integratori.

A seconda della loro concentrazione superiore o inferiore ai 100mg/die, i sali minerali possono suddividersi in macro e microelementi.

I minerali sono essenziali per la formazione di ossa e denti, per la regolazione del normale ritmo cardiaco, della contrazione muscolare, della conduzione nervosa e del bilancio acido-base nel corpo. Essi, inoltre, regolano il metabolismo delle cellule diventando parte di enzimi e ormoni (Krumbach, CJ, Ellis, DR., Driskell, JA, 1999).

L’acqua è il principale componente dell’organismo. Sebbene il suo quantitativo può variare in relazione a vari fattori quali l’età, il sesso e la composizione corporea, nel soggetto adulto l’acqua corporea totale (ACT) è compresa tra il 45 e il 75% del peso corporeo, tenendo in debito conto la quantità di acqua presente nell’organismo e quello che viene normalmente escreto dallo stesso tramite le urine, le feci, il sudore e la respirazione. L’acqua presente nell’organismo ha due diverse provenienze: esogena, ossia introdotta tramite bevande e cibi, ed endogena che si forma come prodotto catabolico delle reazioni ossidoriduttive (nei confronti di carboidrati, lipidi e proteine). Il suo fabbisogno varia in relazione al regime alimentare, al clima ed allo stile di vita dell’individuo.

L’acqua, oltre ad essere il principale costituente di tutte le cellule dell’organismo, svolge la funzione di trasportatore delle sostanze assunte e provvede alla loro espulsione; inoltre, regola la temperatura corporea e gli equilibri idrico-minerali (Sousa M, Fernandes M J, Carvalho P, 2015)

 

(… segue …)

Leggi l’articolo completo: Filomena Mazzeo & Stefania Santamaria, Alimentazione, integrazione e doping, in Scienze e Ricerche n. 31, 15 giugno 2016, pp. 74-80